+ Le Nuvole Cadute in Second Life

“Epica” the theatrical show of “Clouds Fallen” in Second Life®

The day before yesterday night the premiere of “Epica” has been staged: “Epica” is the show of “Clouds Fallen“, an active theatrical company in Second Life®, which from 5 February 2017 gladdens the Italian inhabitants of the virtual world with its complex narrations.

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For the first time, I attended a theatrical show created and staged for SL®. It was a significant experience to understand how, even though a virtual world for its need of little expression, you can transmit important messages and it is also possible to excite the public.

Reading these lines someone will be wondering if it is desirable to stage a show in any virtual platform, as it is impossible to make the same expression that we can find in a show set in reality.

If this statement is certainly true, and therefore in the virtual environment, important elements of communication such as facial expressions, the free movement of the actors on the stage, the scenographic flexibility and so on, this does not mean that theatricality it cannot be successfully adapted to virtuality as well.

On the other hand, the large number of people present the other day last night at LEA4 to watch the show “Epica” of the “Clouds Fallen” is the proof (if needed) that even the virtual environment is fertile ground for the artistic creativity, not less than the real sphere.

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“Epica” is an intense narration, involving and not at all obvious in the contents. In the initial part of the show, the impact is with the main character of Princess Hanna. The narration surprises with unexpected and extreme “twists” to the public.

The main theme of “Epica” is the relationship between Good and Evil, a relationship as complex as necessary.

While not wanting to reveal too much of the narrative as it could be staged more shows that, who could not attend the premiere, could assist, I must say that this contrast between Good and Evil, to which we are addicted since childhood with the stories with a happy ending, it is dealt with in “Epica” without prejudices or preconceptions.

In “Epica” lives a deep philosophical theme, dualism as a necessity.

For this reason, I asked one of the authors of this original story, Seta Rosea, to give me the script. Not to publish the whole story, but to highlight those passages that underlie the underlying message: Good and Evil complement each other, and the One could not exist without the Other.

The representative character of Evil in “Epic” is Flegias, while what identifies the Good is, in the first place Hanna, the princess who was prematurely orphaned by a father.

Flegias turns to the princess just as Evil could do with Good in a duo.

You think, every time you defeat me, to humiliate me or even worse to eliminate me. But I reborn on the horizon ready to meet you again. I’m not your antagonist, I’m your energy. (from “Epica”)

From the point of view of Good, Princess Hanna is the first example, very significant above all by virtue of her ability to sacrifice herself for what is right (as her father had taught her). Some passages of her monologues are moving, as when she tells of her dreams.

I am this. I am the one who is surprised by their dreams. And I cry when the morning ends. (From “Epic”)

“Epica” is a succession of events that symbolize this eternal struggle between Good and Evil. We call it “struggle” even if, perhaps, it is not a battle, but both exist to confirm each other’s nature.

Just as darkness stands out against the stars and confirms their existence, in the same way, Evil allows us to define the Good, nourishing it of its own essence.

On the occasion of the show, I took several pictures that I subsequently elaborated according to my taste and which I share in the photo gallery in this post.

Below is the poster that introduces the show and the full actors.

I remember that the authors of the texts are Seta Rosea and Cornelia Longfall.

Epica in Second Life

On the occasion of my visit to the gallery of images exhibited to remember the previous theatrical performances, I had the pleasure of shooting a small video for future memory.

Machinima

For other videos on previous shows, you can view the following contents.

References

LEA4

+ Second Life e le Nuvole Cadute

“Epica” lo spettacolo teatrale delle “Nuvole Cadute” in Second Life®

L’altro ieri sera è andata in scena la prima di “Epica“, lo spettacolo delle “Nuvole Cadute“, attiva compagnia tetrale in Second Life®, che dal 5 Febbraio 2017 allieta gli abitanti italiani del mondo virtuale con le sue complesse narrazioni.

READ IN ENGLISH

Per la prima volta, ho assistito a uno spettacolo teatrale creato e messo in scena per SL®. E’ stata un’esperienza significativa per comprendere come, anche attraverso un mondo virtuale per sua necessità poco espressivo, si possano trasmettere messaggi importanti e sia anche possibile emozionare il pubblico.

Leggendo queste righe qualcuno si starà chiedendo se sia auspicabile mettere in scena uno spettacolo all’interno di una qualsivoglia piattaforma virtuale, in quanto è impossibile rendere la medesima espressività che possiamo trovare in uno spettacolo ambientato nella realtà.

Se questa affermazione è senz’altro vera, e quindi nell’ambiente virtuale mancano per forza di cose elementi importanti di comunicatività come la mimica facciale, il libero movimento degli attori sul palcoscenico, la flessibilità scenografica e via dicendo, questo non significa che la teatralità non possa essere adeguata con successo anche alla virtualità.

D’altra parte il grande numero di persone presenti l’altro ieri sera a LEA4 per assistere allo spettacolo “Epica” delle “Nuvole Cadute” è la prova (se ce ne fosse bisogno) che anche l’ambiente virtuale è terreno fertile per la creatività artistica, non di meno dell’ambito reale.

 

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“Epica” è una narrazione intensa, coinvolgente e per nulla scontata nei contenuti. Nella parte iniziale dello spettacolo l’impatto è con il personaggio principale della principessa Hanna. La narrazione sorprende con “colpi di scena” inaspettati ed estremanente graditi al pubblico.

Il tema principale di “Epica” è il rapporto tra il Bene e il Male, una relazione tanto complessa quanto necessaria.

Pur non volendo svelare troppo della narrazione in quanto potrebbero essere messi in scena ulteriori spettacoli a cui, chi non ha potuto presenziare alla prima, potrebbero assistere, devo dire che questo contrasto tra Bene e Male, a cui siamo assuefatti sin da piccoli con le favole a lieto fine, viene affrontato in “Epica” senza pregiudizi nè preconcetti.

In “Epica” vive un tema filosofico profondo, il dualismo come necessità.

Per questo motivo ho chiesto a una delle autrici di questa originale narrazione, Seta Rosea, di darmi il copione. Non per pubblicare l’intera storia, ma per mettere in evidenza quei passaggi che sono alla base del messaggio di fondo: Bene e Male si completano a vicenda, e l’Uno non potrebbe esistere senza l’Altro.

Il personaggio rappresentativo del Male in “Epica” è Flegias, mentre quello che identifica il Bene è, in primo luogo Hanna, la principessa rimasta prematuramente orfana di padre.

Flegias si rivolge alla principessa così come il Male potrebbe fare con il Bene in un dialogo a due.

Pensi , ogni volta di sconfiggermi, di umiliarmi o peggio ancora di eliminarmi. Ma rinasco all’orizzonte pronto ad incontrarti di nuovo. Non sono il tuo antagonista, sono la tua energia. (da “Epica”)

Dal punto di vista del Bene, la principessa Hanna è il primo esempio, molto significativo soprattutto in virtù della sua capacità di sacrificarsi per ciò che è giusto (così come il padre le aveva insegnato). Alcuni passaggi dei suoi monologhi sono commoventi, come quando racconta dei suoi sogni.

Io sono questa. Sono quella che si sorprende dei propri sogni. E piango quando la mattina finiscono. (Da “Epica”)

“Epica” è un susseguirsi di eventi che simboleggiano questa eterna lotta tra Bene e Male. La definiamo “lotta” anche se, forse, non si tratta di una battaglia, ma entrambi esistono per confermare l’uno la natura dell’altro.

Così come il buio risalta le stelle e le conferma nella propria esistenza, allo stesso modo il Male permette di definire il Bene, nutrendolo della propria essenza.

In occasione dello spettacolo ho scattato diverse immagini che ho successivamente elaborato secondo il mio gusto e che condivido nella galleria fotografica in questo post.

Di seguito la locandina che introduce lo spettacolo e gli attori al completo.

Ricordo che le autrici dei testi sono Seta Rosea e Cornelia Longfall.

Epica in Second Life

In occasione della mia visita alla galleria di immagini esposte per ricordare i precedenti spettacoli teatrali, ho avuto il piacere di girare un piccolo video a futura memoria.

Machinima

Per altri video su precedenti spettacoli, è possibile visionare i seguenti contenuti.

 

Riferimenti

LEA4

+ The Dome_ The Cave by Solkide Auer

“The Cave” by Solkide Auer

The Cave” is the latest artistic installation created by Solkide Auer and hosted by LEA19.

It represents an explosion of shapes, lights, colors, and movement. A cohesion of abstract and geometric elements that reflect the author’s “inner face.”
Abstract art prefers shapes and colors to the representation of Reality.
So “Abstractionism” is the art movement that doesn’t represent Reality.
Abstractionism, in turn, knows different currents. One of these is geometric abstractionism; Solkide Auer’s installation is a brilliant externalization.
The installation “The Cave” consists of several “points of arrival“: and each of them corresponds to a specific artistic environment. They are set up by the author to amaze and engage the viewer. For greater convenience, I list each of them by indicating the relevant “landing point”. This to offer the reader a guided tour that facilitates the permanence.

The Light_The Cave By Solkide Auer

The Tower_The Cave by Solkide Auer

The Grid_The Cave by Solkide Auer

The Reflex_The Cave by Solkide Auer

The Sphere_The Cave by Solkide Auer

The Dome_The Cave by Solkide Auer

In all, there are six artistic places to visit. Each of them wants to represent the relative title or name of the landing point (The Light, The Tower, The Grid, The Reflex, The Sphere, The Dome) in a geometric-abstract form.
I appreciated the manipulative technique of the shapes as well as the ideas on the colors and the relative refraction. For this reason, I enjoyed taking 3D pictures, as that Solkide’s geometric abstractionism lends itself particularly well to two types of image manipulation:
  • the 3D;
  • Morphing video.
The 3D effect you know is that one you can view with appropriate 3D glasses that allow you to see the depth.
Video morphing is the filming technique that allows you to blend from one form to another shape. In this way, you can appreciate the individual structures through the gradual visual passage from one to the other.
To make the idea of what I mean by “morphing video” here is an example:

I would very much like to see a video of this type made from an installation by Solkide Auer.

References

“The Cave”

+ The Light_The Cave by Solkide Auer

“The Cave” a cura di Solkide Auer

The Cave” è l’ultima installazione artistica realizzata da Solkide Auer e ospitata da LEA19.

READ IN ENGLISH

Essa rappresenta un’esplosione di forme, luci, colori e movimento: una coesione di elementi astratti e geometrici che rispecchiano “il volto interiore” dell’autore.

L’astrattismo è quella corrente artistica che predilige le forme e i colori alla rappresentazione della Realtà Oggettiva. Qualunque tipo di arte che non sia una raffigurazione della Realtà è parte di quel movimento che definiamo “astrattismo”.

L’astrattismo a sua volta conosce diverse correnti e, una di queste, è l’astrattismo geometrico, di cui l’installazione di Solkide Auer è una brillante esternazione.

L’installazione “The Cave” è costituita da diversi “punti di arrivo” e ciascuno di essi corrispondente a uno specifico ambiente artistico, opportunamente allestito dall’autore per stupire e coinvolgere lo spettatore. Per maggiore comodità, elenco ciascuno di essi indicando il relativo “punto di atterraggio” in modo da offrire al lettore una visita guidata che ne agevoli la permenenza.

The Light_The Cave By Solkide Auer

The Tower_The Cave by Solkide Auer

The Grid_The Cave by Solkide Auer

The Reflex_The Cave by Solkide Auer

The Sphere_The Cave by Solkide Auer

The Dome_The Cave by Solkide Auer

In tutto sono 6 località artistiche da visitare, ognuna delle quali vuole rappresentare, in forma geometrico-astratta, il relativo titolo o nome del punto di atterraggio (The Light, The Tower, The Grid, The Reflex, The Sphere, The Dome).

Personalmente, ho apprezzato molto la tecnica manipolativa delle forme nonché le idee sui colori e la relativa rifrazione. Proprio per questo motivo mi sono divertita a scattare foto in 3D, in quanto credo che il geometrismo di Solkide si presti particolarmente bene a due tipi di manipolazione di immagine:

  1. il 3D;
  2. Il Morphing video.

L’effetto 3D è noto ed è visionabile con opportuni occhiali 3D che ne consentono di vedere correttamente la profondità.

Il morphing video è quella tecnica di ripresa che permette di sfumare da una forma a un’altra, consentendo di apprezzare le singole strutture attraverso il passaggio visivo graduale dall’una all’altra.

Per rendere l’idea di cosa intendo per “morphing video” ecco un esempio:

Mi piacerebbe molto vedere un video di questo tipo realizzato a partire da un’installazione di Solkide Auer.

Riferimenti

“The Cave”

+ Friends by Brenda Menges in Second Life

How important realism is in a Second Life® photography?

The photographic realism in Second Life®: a question of style.

The question may seem provocative, in fact, it’s a question I’ve been thinking about for a few days. In particular, I wonder when it is relevant that there is realism in a portrait of an SL® avatar.

In the first place it is necessary to understand what realism is in an SL® photo: if we have an avatar’s picture, how is it possible to talk about authenticity?

I would immediately say that for “realism” I do not mean morphing or, at least, not the morphing we are used to knowing. As is known, in the morphing two images are fused, two faces in a way so homogeneous as not to see where the look of the one and the other one ends.

The technique of morphing allows merging two faces, obtaining a single look. This effect has been used many times in cinemas as well. It is possible to combine one’s face with a famous person and thus obtain a very evocative image. (Max89X)

Photographic realism in the virtual world is not a rule and may not even please. Indeed, there are photographers who, while retouching their images with Photoshop, Gimp or other graphics programs, love that it is evident it is an avatar and do not want to confuse the real with the virtual.

Lately, I discovered on Flickr excellent photographers who use the technique of automatic fusion of levels or that, regardless of the use of this specific technique, they can make photographic portraits of extreme realism.

One artist I knew and talked about is Brenda Menges. This excellent Brazilian photographer has, lately, perfected her technique obtaining results nothing short of amazing. It is enough to have a look at her Flickr to stay “open-mouthed.” I admit that I asked Brenda for a portrait, and when I went to see her in her studio, I found only a base and a standing pose placed in the sky. Surely Brenda uses particular in-world light settings to give more realism, but observing her photographs, one notices the “human touch” that only through a fusion between two images (a real and a virtual one) can be obtained.

Isabela-Adder

Marcy-Tomsen (sister)

Elenna-Dagostino

Gonza-Dash

Before Brenda, I had only found morphing not exciting, so I had the impression that real fusion with virtual was not a good idea.

In addition to the Menges, other excellent photographers mix real, and virtual achieving results in nothing short of surprising.

One of them is Angi Manners, known above all for being the creator of the beautiful and realistic skin for Catwa and Lelutka: her shop is called [session].

The Manners also uses light and shadow games to give realism directly in-world and reduce, in this way, post-processing.

Even in this case, just take a look at her images to stay “open-mouthed.”

The Portrait

Why so serious?

Modeling for myself

Continuing to talk about photographic realism, following Flickr I found another photographer who likes to mix real with virtual getting good results, Jota Vico. Here are some of his portraits:

Yan Bolt  [Client list Open]

Clara Carolina

ѕcαrғαce

In conclusion, photographic realism is not an obligation, of course, and some people prefer far from seeing the “virtuality” of their avatar.

Personality, I am fascinated, because photographers like Brenda Menges, now skilled manipulators of virtual faces, succeed and give that expression, that human touch of emotional “imperfection” that gives the virtual face emotions impossible for an avatar.

References

Brenda Menges Flickr

Angi Manners Flickr

Jota Vico Flick

+ Yulisa by Brenda Menges in Second Life

Quanto è importante il realismo in una fotografia di Second Life®?

Il realismo fotografico in Second Life®: una questione di stile.

La domanda potrebbe sembrare provocatoria, in realtà è una questione su cui rifletto da qualche giorno. In modo particolare mi chiedo quando sia rilevante che, in un ritratto di un avatar di SL®, ci sia realismo.

In primo luogo occorre intendersi su cosa sia il realismo in una fotografia di SL®: se la foto è di un avatar, come è possibile parlare di realismo?

Vorrei dire da subito che per “realismo” non intendo il morphing o, quanto meno, non il morphing che siano abituati a conoscere. Come noto, nel morphing vengono fuse due immagini, due volti in un modo così omogeneo da non capire dove finisce il viso dell’uno e inizia quello dell’altro.

La tecnica del morphing permette di fondere due visi, ottenendo un unico volto. Questo effetto è stato utilizzato molte volte anche in ambito cinematografico. E’ possibile fondere il proprio volto con un personaggio famoso e ottenere cosi’ un’immagine molto suggestiva. (Max89X)

Il realismo fotografico nel mondo virtuale non è una regola e può anche non piacere. Anzi, ci sono fotografi che, pur ritoccando le loro immagini con Photoshop, Gimp o altri programmi di grafica, amano che “si veda” che si tratta di un avatar e non desiderano confondere il reale con il virtuale.

Ultimamente ho scoperto su Flickr fotografi eccellenti che utilizzano la tecnica della fusione automatica di livelli o che, a prescindere dall’uso di questa specifica tecnica, riesco a realizzare ritratti fotografici di un realismo estremo.

Un’artista che conoscevo e di cui ho già parlato è Brenda Menges. Questa eccellente fotografa brasiliana ha, ultimamente, perfezionato la sua tecnica ottenendo risultati a dir poco stupefacenti. E’ sufficiente dare uno sguardo al suo Flickr per restare “a bocca aperta”. Ammetto che io stessa ho chiesto a Brenda un ritratto e, quando sono andata a trovarla nel suo studio fotografico, mi sono trovata solo una base e un pose stand collocati in cielo. Sicuramente Brenda usa delle impostazioni di luce particolari in-world per dare maggiore realismo, ma osservando le sue fotografie, ci si accorge del “tocco umano” che solo attraverso una fusione tra due immagini (una reale e una virtuale) si può ottenere.

Isabela-Adder

Marcy-Tomsen (sister)

Elenna-Dagostino

Gonza-Dash

Prima di Brenda avevo trovato solo dei morphing non entusiasmanti, quindi avevo l’impressione che fondere reale con virtuale non fosse una buona idea.

Oltre alla Menges, altri eccellenti fotografi mischiano reale e virtuale ottenendo risultati a dir poco sorprendenti.

Una di essi è Angi Manners, nota soprattutto per essere la creatrice delle spendide e realistiche skin per Catwa e Lelutka: il suo negozio si chiama [ session ].

La Manners usa anche giochi di luci e ombre per dare realismo direttamente in-world e ridurre, in questo modo, il post processing.

Anche in questo caso, basta dare uno sguardo alle sue immagini per restare a “bocca aperta”.

The Portrait

Why so serious?

Modeling for myself

Continuando a parlare di realismo fotografico, seguendo Flickr ho trovato un altro fotografo che ama mischiare reale con virtuale ottendendo buoni risultati, Jota Vico. Di seguito alcuni dei suoi ritratti:

Yan Bolt  [Client list Open]

Clara Carolina

ѕcαrғαce

 

Concludendo, il realismo fotografico non è un obbligo, ovviamente, e alcuni preferiscono di gran lunga che si veda la “virtualità” del proprio avatar.

Personalmete, io ne sono affascinata, perchè fotografi come Brenda Menges, ormai abile manipolatrici di volti virtuali, riescono e dare quella espressività, quel tocco umano di “imperfezione” emotiva che conferisce al volto virtuale emozioni impossibili per un avatar.

Riferimenti

Brenda Menges Flickr

Angi Manners Flickr

Jota Vico Flick

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How to actually capture depth of field on your SL photos

Second Sighting

I have recently realized that some people have been having difficulties to obtain the depth-of-field effect on their pics in Second Life. Although this blog doesn’t intend to cover technical aspects of SL, I resort to photos in order to show the sims that I visit, the buildings that I refer to, the avatars that I comment on, etc. So, I decided to dedicate a post to the question of depth of field.

It seems that some photographers in Second Life haven’t been able to transfer the depth-of-field effect that they see on their screen to their pics. In other words, when they are taking a photo in SL with their viewer’s tools and hit the snapshot button, the depth of field seems to disappear from their final pics. It seems to me that this is the very same problem reported by Strawberry Singh back in 2012 (4th paragraph on)…

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