“Out Of Here”, the recent performance at the Nitro Globus in Second Life®

Out of here Nitroglobus Roof Art Gallery

Pain unites, this is a thought that I have always held true. It accompanies us throughout life, in a flow of events that alternate with each other making us taste the bittersweet nature of our existence.

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Pain is the central theme of Nevereux‘s art exhibition, entitled “Out of here,” hosted by the Nitroglobus Roof Art Gallery (whose art curator and owner at the same time is Dido Haas).

The Nitroglobus Roof Art Gallery usually hosts an artistic black and white image, but in this case, it makes a pleasant exception. The colors of the pictures, to be honest, are not turned on, on the contrary, they are very discreet, almost timidly hinted at.

As anticipated, Nevereaux faces the problematic theme of suffering that accompanies our existence, in a flow of events sometimes incomprehensible. The technique she uses is symbolism, as a symbolic message is present in each of her works, whether the image is surreal or traditional. For example, the splendid image titled “Adieux Beta version,” where the only color element is the red poppies, it seems to symbolize the contrast between the mood of the person sitting on the bench and the joy of those spring flowers (which seem make fun of their sad traveler’s liveliness). Or the image entitled “Every song is a lament” that well symbolizes the desire to escape, to escape from a painful and senseless existence.

As anticipated by the same Nevereux, in this performance there is no mention of “great pains”, the theme of a “normal existence” is tackled with its daily difficulty and the painful senselessness of the passing of time and, with it, of events and people dear to us.

I particularly appreciated the images that have a touch of surreality, being I lover of this artistic style and creating it in my turn. The surreal well marries with symbolism and Nevereux effectively succeeds in her communicative intent. Just think, for example, of the image entitled “The vast emptiness,” with the mirror instead of the head reflecting a path with an uncertain outcome, with blurred contours. That’s life. Even the image entitled “Shipwrecked,” reflects very well that “get lost in the sea of events” that happens to everyone, sooner or later. It is not drowning, it is an inability to “float,” you ” pull strings” of existence that becomes less and less understandable with the passing (inexorable) of time. And again, the image titled “Looking back” symbolizes with care the turning back of the look of the weary traveler, almost wondering if there really existed that joyous past, that idyllic childhood.

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Here we do not talk about significant traumas, we do not face tragedies. There is the talk of a regular flow of events, with its daily difficulties, it’s no moments, its losses, etc. It is not about “hard mortal blows” inflicted by life, but the “slow agony” that is our existence.

Naturally, life is also a pleasure. In this context, Nevereux deals with the theme of pain and suffering.

To conclude with a positive message, I would say that suffering, pain, are the other side of the same coin of love; Padre Pio rightly noted that those who have significantly suffered have also loved much.

Congratulations to Nevereux for this engaging performance and to Dido Haas for another artistic success.

References

Nitroglobus Roof Art Gallery

ITALIANO

 

Il dolore unisce, questo è un pensiero che ho sempre ritenuto vero. Ci accompagna tutta la vita, in uno scorrere di eventi che si alternano fra loro facendoci assaporare la natura agrodolce della nostra esistenza.

Il dolore è il tema principale della esibizione artistica di Nevereux, dal titolo “Out of here” (lett. “fuori di qui”) ospitata dalla Nitroglobus Roof Art Gallery (il cui art curator e owner è Dido Haas).

La Nitroglobus Roof Art Gallery di solito ospita immagini artistiche in bianco e nero, ma in questo caso fa una piacevole eccezione. I colori delle immagini, per la verità, non sono accesi, anzi, sono molto discreti, quasi timidamente accennati.

Come anticipato, Nevereaux affronta il difficile tema della sofferenza che accompagna la nostra esistenza, in uno scorrere di eventi a volte incomprensibili. La tecnica che usa è il simbolismo, in quanto un messaggio simbolico è presente in ognuno dei suoi lavori, sia che l’immagine sia surreale che tradizionale. Ad esempio, la spendida immagine dal titolo “Adieux. Beta version“, dove l’unico elemento di colore sono i papaveri rossi, sembra proprio simboleggiare il contrasto tra lo stato d’animo della persona seduta sulla panchina e l’allegria di quei fiori primaverili (che paiono prendersi gioco con la loro vivacità del viandante triste). Oppure l’immagine dal titolo “Every song is a lament” che ben simboleggia la voglia di evadere, di scappare da una esistenza dolorosa e insensata.

Come anticipato dalla medesima Nevereux, in questa esibizione non si parla di “grandi dolori”, si affronta il tema di una “esistenza normale” con la sua quotidiana difficoltà e la dolorosa insensatezza dello scorrere del tempo e, con lui, degli eventi e persone a noi care.

Ho apprezzato in modo particolare le immagini che hanno un tocco di surrealità, essendo io amante di questo stile artistico e creandolo a mia volta. Il surreale bene si sposa col simbolismo e Nevereux riesce nel suo intento comunicativo in modo efficace. Basta pensare, ad esempio, all’immagine dal titolo “The vast emptiness“, con lo specchio al posto della testa che riflette un percorso dall’esito incerto, dai contorni sfumati. Così è la vita. Anche l’immagine dal titolo “Shipwrecked“, riflette egregiamente quel “perdersi nel mare degli eventi” che capita a tutti, prima o poi. Non è un annegare, è un’incapacità di “stare a galla”, ti “tirare le fila” di una esistenza che diventa sempre meno comprensibile col passare (inesorabile) del tempo. E ancora, l’immagine dal titolo “Looking back” simboleggia con cura il volgere indietro dello sguardo del viandante stanco, quasi a chiedersi se realmente sia esistito quel passato gioioso, quella infanzia serena.

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Qui non si parla di grandi traumi, non si affrontano tragedie. Si parla di uno scorrere normale degli eventi, con le sue difficoltà quotidiane, i suoi momenti no, i suoi lutti etc. Non si tratta di “duri colpi mortali” inflitti dalla vita, ma di quella “lenta agonia” che è la nostra esistenza.

Naturalmente la vita è, anche, piacere. In questo contesto Nevereux affronta però il tema del dolore, della sofferenza.

Per concludere con un messaggio positivo, direi che la sofferenza, il dolore, sono l’altra faccia della stessa medaglia dell’amore; diceva giustamente Padre Pio che chi ha molto sofferto ha, anche, molto amato.

Complimenti a Nevereux per questa coinvolgente esibizione e a Dido Haas per un altro successo artistico.

Riferimenti

Nitroglobus Roof Art Gallery

 

 

 

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