How important realism is in a Second Life® photography?

Friends by Brenda Menges in Second Life

The photographic realism in Second Life®: a question of style.

The question may seem provocative, in fact, it’s a question I’ve been thinking about for a few days. In particular, I wonder when it is relevant that there is realism in a portrait of an SL® avatar.

LEGGI IN ITALIANO

In the first place it is necessary to understand what realism is in an SL® photo: if we have an avatar’s picture, how is it possible to talk about authenticity?

I would immediately say that for “realism” I do not mean morphing or, at least, not the morphing we are used to knowing. As is known, in the morphing two images are fused, two faces in a way so homogeneous as not to see where the look of the one and the other one ends.

The technique of morphing allows merging two faces, obtaining a single look. This effect has been used many times in cinemas as well. It is possible to combine one’s face with a famous person and thus obtain a very evocative image. (Max89X)

Photographic realism in the virtual world is not a rule and may not even please. Indeed, there are photographers who, while retouching their images with Photoshop, Gimp or other graphics programs, love that it is evident it is an avatar and do not want to confuse the real with the virtual.

Lately, I discovered on Flickr excellent photographers who use the technique of automatic fusion of levels or that, regardless of the use of this specific technique, they can make photographic portraits of extreme realism.

One artist I knew and talked about is Brenda Menges. This excellent Brazilian photographer has, lately, perfected her technique obtaining results nothing short of amazing. It is enough to have a look at her Flickr to stay “open-mouthed.” I admit that I asked Brenda for a portrait, and when I went to see her in her studio, I found only a base and a standing pose placed in the sky. Surely Brenda uses particular in-world light settings to give more realism, but observing her photographs, one notices the “human touch” that only through a fusion between two images (a real and a virtual one) can be obtained.

Isabela-Adder

Marcy-Tomsen (sister)

Elenna-Dagostino

Gonza-Dash

Before Brenda, I had only found morphing not exciting, so I had the impression that real fusion with virtual was not a good idea.

In addition to the Menges, other excellent photographers mix real, and virtual achieving results in nothing short of surprising.

One of them is Angi Manners, known above all for being the creator of the beautiful and realistic skin for Catwa and Lelutka: her shop is called [session].

The Manners also uses light and shadow games to give realism directly in-world and reduce, in this way, post-processing.

Even in this case, just take a look at her images to stay “open-mouthed.”

The Portrait

Why so serious?

Modeling for myself

Continuing to talk about photographic realism, following Flickr I found another photographer who likes to mix real with virtual getting good results, Jota Vico. Here are some of his portraits:

Yan Bolt  [Client list Open]

Clara Carolina

ѕcαrғαce

In conclusion, photographic realism is not an obligation, of course, and some people prefer far from seeing the “virtuality” of their avatar.

Personality, I am fascinated, because photographers like Brenda Menges, now skilled manipulators of virtual faces, succeed and give that expression, that human touch of emotional “imperfection” that gives the virtual face emotions impossible for an avatar.

References

Brenda Menges Flickr

Angi Manners Flickr

Jota Vico Flick

ITALIANO

Il realismo fotografico in Second Life®: una questione di stile.

La domanda potrebbe sembrare provocatoria, in realtà è una questione su cui rifletto da qualche giorno. In modo particolare mi chiedo quando sia rilevante che, in un ritratto di un avatar di SL®, ci sia realismo.

In primo luogo occorre intendersi su cosa sia il realismo in una fotografia di SL®: se la foto è di un avatar, come è possibile parlare di realismo?

Vorrei dire da subito che per “realismo” non intendo il morphing o, quanto meno, non il morphing che siano abituati a conoscere. Come noto, nel morphing vengono fuse due immagini, due volti in un modo così omogeneo da non capire dove finisce il viso dell’uno e inizia quello dell’altro.

La tecnica del morphing permette di fondere due visi, ottenendo un unico volto. Questo effetto è stato utilizzato molte volte anche in ambito cinematografico. E’ possibile fondere il proprio volto con un personaggio famoso e ottenere cosi’ un’immagine molto suggestiva. (Max89X)

Il realismo fotografico nel mondo virtuale non è una regola e può anche non piacere. Anzi, ci sono fotografi che, pur ritoccando le loro immagini con Photoshop, Gimp o altri programmi di grafica, amano che “si veda” che si tratta di un avatar e non desiderano confondere il reale con il virtuale.

Ultimamente ho scoperto su Flickr fotografi eccellenti che utilizzano la tecnica della fusione automatica di livelli o che, a prescindere dall’uso di questa specifica tecnica, riesco a realizzare ritratti fotografici di un realismo estremo.

Un’artista che conoscevo e di cui ho già parlato è Brenda Menges. Questa eccellente fotografa brasiliana ha, ultimamente, perfezionato la sua tecnica ottenendo risultati a dir poco stupefacenti. E’ sufficiente dare uno sguardo al suo Flickr per restare “a bocca aperta”. Ammetto che io stessa ho chiesto a Brenda un ritratto e, quando sono andata a trovarla nel suo studio fotografico, mi sono trovata solo una base e un pose stand collocati in cielo. Sicuramente Brenda usa delle impostazioni di luce particolari in-world per dare maggiore realismo, ma osservando le sue fotografie, ci si accorge del “tocco umano” che solo attraverso una fusione tra due immagini (una reale e una virtuale) si può ottenere.

Isabela-Adder

Marcy-Tomsen (sister)

Elenna-Dagostino

Gonza-Dash

Prima di Brenda avevo trovato solo dei morphing non entusiasmanti, quindi avevo l’impressione che fondere reale con virtuale non fosse una buona idea.

Oltre alla Menges, altri eccellenti fotografi mischiano reale e virtuale ottenendo risultati a dir poco sorprendenti.

Una di essi è Angi Manners, nota soprattutto per essere la creatrice delle spendide e realistiche skin per Catwa e Lelutka: il suo negozio si chiama [ session ].

La Manners usa anche giochi di luci e ombre per dare realismo direttamente in-world e ridurre, in questo modo, il post processing.

Anche in questo caso, basta dare uno sguardo alle sue immagini per restare a “bocca aperta”.

The Portrait

Why so serious?

Modeling for myself

Continuando a parlare di realismo fotografico, seguendo Flickr ho trovato un altro fotografo che ama mischiare reale con virtuale ottendendo buoni risultati, Jota Vico. Di seguito alcuni dei suoi ritratti:

Yan Bolt  [Client list Open]

Clara Carolina

ѕcαrғαce

 

Concludendo, il realismo fotografico non è un obbligo, ovviamente, e alcuni preferiscono di gran lunga che si veda la “virtualità” del proprio avatar.

Personalmete, io ne sono affascinata, perchè fotografi come Brenda Menges, ormai abile manipolatrici di volti virtuali, riescono e dare quella espressività, quel tocco umano di “imperfezione” emotiva che conferisce al volto virtuale emozioni impossibili per un avatar.

Riferimenti

Brenda Menges Flickr

Angi Manners Flickr

Jota Vico Flick

Advertisements