December 17, 2018

You are here: / Second Life® / “Salt” the recent artistic tasting of Eliza Wierwight in Second Life

“Salt” the recent artistic tasting of Eliza Wierwight in Second Life

SALT in Second Life

Salt strikes me, to the point of feeling physical pain. I think it is a “taste” of the suffering of the artist who created the installation, or a tribute to the gender suffering that Eliza gives through the realization of an elaborate artistic metaphor.

LEGGI IN ITALIANO

Sleeping pains, a daily humiliation concealed behind a roundup of flattery. The sweetness of those who do not have the strength to react, the naivety of those who do not see the evil of their own torturer.

Why is the man so afraid of the Woman?

Of that woman whom he should love, of that same woman who loves him unconditionally, despite the animal that hides inside him.

Salt talks about gender violence, a concept that, from women, we can extend to any type of gender, to any social “different.

Salt in Second Life

Salt in Second Life

The different that frightens, the different that anger, the differences that we hate and love at the same time.

Salt is an artistic installation challenging to visit, not in a physical sense, of course, but emotional. Instinctively, by visiting the various “tasting rooms,” my mind traces all the bitterness, suffering, humiliation, shame and anger of the Woman, considered (still too often) the animal to be possessed, to be shown and to be available at will. This is because the Woman loves unconditionally, that is, regardless of the defects of her man. And this is precisely one of the reasons why the man, convinced that she will bear anything, goes so far as to kill her, without restraint, without remorse, as if it were his right to dispose (also) of her life.

Salt in Second Life

Salt in Second Life

The artist Eliza Wierwight, author of the installation, has provided an introductory notecard that, I think intentionally, reveals very little of the high “emotional boulder” that her artistic path represents. She speaks of “tasting,” she uses this term many times during the presentation of the Gallery because she seems to want to suggest that Salt should be tasted with greed as it is done with a delicious dish and intense flavors.

However, I can not follow this suggestion of the artist, and I am forced to taste small morsels because I am not able to “bear the emotional burden.”

It is no coincidence that the author, in one of her artistic environments, guests Marilyn Monroe, the emblem of the Woman loved and hated by men. She represents the symbolic image of the woman who, elegantly, pretends not to see, pretends not to understand, pretends to be “stupid” in order not to enter into open conflict with Man (whoever he is, I am not referring to a particular person). Someone could say… the image of the Woman who does not make herself respected. Of course, that’s not all, but not only! Even the naivety of the Woman who believes her love is enough for both and is able to overcome every aberration, every prevarication, every humiliation.

Salt in Second Life

Salt in Second Life

I don’t know if this sharp pain has also been endured by the artist, she speaks in the notecard of a significant cathartic effect that this installation had on her.

Visiting the installation, I felt that energy of trauma and vicissitudes, of disappointment and humiliation.

Salt is the most emotionally engaging art installation I have visited so far.

References

“Salt” by Eliza Wierwight in Second Life

ITALIANO

Salt mi colpisce, al punto tale da avvertire un dolore fisico. Credo che sia un “assaggio” della sofferenza dell’artista autrice dell’installazione, oppure un tributo alla sofferenza di genere che Eliza dà attraverso la realizzazione di una complessa metafora artistica.

Dolori sopiti, una umiliazione quotidiana celata dietro una carrellata di lusinghe. La dolcezza di chi non ha la forza di reagire, l’ingenuità di chi non vede il male del proprio aguzzino.

Perchè l’uomo ha così tanta paura della Donna?

Di quella donna che dovrebbe amare, di quella stessa donna che lo ama incondizionatamente, nonostante l’animale che si cela dentro di lui.

Salt parla della violenza di gender, un concetto che, dalla donna, possiamo estendere a qualunque tipo di gender, a qualunque “diverso” sociale.

Salt in Second Life

Salt in Second Life

Il diverso che fa paura, il diverso che fa rabbia, quel diverso che odiamo e amiamo al tempo stesso.

Salt è una installazione artistica difficile da visitare, non in senso fisico, ovviamente, ma emotivo. Istintivamente la mia mente ripercorre, attraverso la visita nelle varie “stanze di degustazione” tutta l’amarezza, la sofferenza, l’umiliazione, la vergogna e la rabbia della Donna, considerata (ancora oggi troppo spesso) l’animale da possedere, da mostrare e di cui disporre a proprio piacimento. Questo perchè la Donna ama incondizionatamente, cioè a prescindere dai difetti del suo uomo. Ed è proprio questa una delle ragioni per cui l’uomo, convinto che lei sopporterà qualunque cosa, si spinge sino al punto di ucciderla, senza ritegno, senza rimorso, come se fosse un suo diritto disporre (anche) della sua vita.

Salt in Second Life

L’artista Eliza Wierwight, autrice dell’installazione, ha messo a disposizione una notecard introduttiva che, credo intenzionalmente, rivela ben poco del grande “macigno emotivo” che il suo percorso artistico rappresenta. Lei parla di “degustazione”, usa questo termine molte volte durante la presentazione della Galleria, perchè sembra voler suggerire che Salt va gustata con avidità così come si fa con un piatto molto saporito e dai sapori decisi.

Tuttavia io non riesco a seguire questo suggerimento dell’artista, e sono costretta ad assaggiare a piccoli bocconi perchè non sono in grado di “sopportarne il peso emotivo”.

Non è un caso che l’autrice, in uno dei suoi ambienti artistici, ospiti Marilyn Monroe, l’emblema della Donna amata-odiata dal sesso maschile. Ella rappresenta l’immagine simbolo della donna che, elegantemente, finge di non vedere, finge di non capire, si finge “scema” per non entrare in aperto conflitto con l’Uomo (chiunque egli sia, non mi riferisco a una persona in particolare). Qualcuno potrebbe dire… l’immagine della Donna che non si fa rispettare. Certo, anche questo, ma non solo! Anche l’ingenuità della Donna che crede il suo amore basti per entrambi e che sia in grado di oltrepassare ogni aberrazione, ogni prevaricazione, ogni umiliazione.

Salt in Second Life

Salt in Second Life

Non so se questo dolore pungente sia stato sopportato anche dall’artista, lei parla nella notecard di un  importante effetto catartico che questa installazione ha avuto su di lei.

Visitando l’installazione io ho avvertito quella energia di trauma e vicissitudine, di delusione e umiliazione.

Salt è l’installazione artistica più coinvolgente sul piano emotivo che ho visitato sinora.

Riferimenti

“Salt” a cura di Eliza Wierwight in Second Life

Oema

Virtual Reality passionate.

YOU MIGHT ALSO LIKE

Leave a Reply

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

%d bloggers like this: