Paola Mills hosted @ArtSpace UTSA Tejano Tech

Paola Mills @ArtSpace UTSA Paola Mills @ArtSpace UTSA

Sometimes I browse the news that you, the creative and passionate inhabitants of the metaverse, published on my Facebook group “Art in Virtual Worlds“, masterfully administered by dear Magda Maroa (magda.schmidtzau).

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This time I found this post that directed me to the art exhibition of the eclectic Paola Mills, which I have been following and appreciating for several years now.

The aspect I love most about her style is her communicativeness through images structured in different ways. We are talking about photographic subjects that more than whispering, shout; more than alluding, explain; more than implying, clearly externalize.

Paola Mills @ArtSpace UTSA
Paola Mills @ArtSpace UTSA

And, if I can afford an observation by following it for some time, this kind of interpretation is increasingly right in its photographic choices.

Realistic close-ups, women-robots, surreal images… an all-around communicativeness manifested through conceptual photography.

Paola Mills doesn’t like to call herself an expert photographer, I remembered this, and I find it confirmed in her explanatory note card (although she specifies “expert photographer in RL“).

However, if this thought were extended to photography in the metaverse, I would allow myself to disagree. Mills, in fact, produces images greatly appreciated for several years and the fact that she does not have a thorough knowledge of photo editing tools, has not prevented her from communicating her emotions and her irony effectively.

Paola Mills @ArtSpace UTSA
Paola Mills @ArtSpace UTSA

Photography is not, in fact, just manipulation, but the ability to capture an angle, an instant, to grasp a feeling to make it her own and give it to others. In this Paola is, of course, expert and very skilled.

I read from her bio, which can be taken by clicking on the inscription in the middle of the room where the artist’s name is located:

Unlike many artists in the metaverse I work in handicraft way my snapshots using the minimum graphics editing software not by choice but by inability to use them, I brake considerably the result of my photos, I know that I am not an expert photographer maybe if I had more time I could get more satisfactory photos.
I think I’m an end user of Second Life taking advantage of the ability of creators who knows how to give reality to the bodies of the avatars and who knows how to give motion to the avatar with the use of poses. I treat merges these two aspects, the study of the body language of a human body.

I suggest you take a few moments of tranquility to visit Paola, in this charming setting with transparent flooring specially set up to highlight the works of the artists.

References

Paola Mills @ArtSpace UTSA Tejano Tech

 

Paola Mills hosted @ArtSpace UTSA Tejano Tech

Ogni tanto scorro le notizie che voi, creativi e appassionati abitanti del metaverso, pubblicate sul mio gruppo Facebook “Art in Virtual Worlds“, magistralmente amministrato dalla cara Magda Maroa (magda.schmidtzau).

Stavolta ho trovato questo post che mi ha indirizzata verso l’esposizione artistica della eclettica Paola Mills, che seguo e apprezzo ormai da diversi anni.

Paola Mills @ArtSpace UTSA
Paola Mills @ArtSpace UTSA

L’aspetto che amo maggiormente del suo stile è la comunicatività attraverso immagini strutturate in modo differente fra loro. Parliamo di soggetti artistici che più che sussurrare, gridano; più che alludere, esplicitano; più che sottindendere, esternano chiaramente.

E, se posso permettermi un’osservazione seguendola da tempo, questo tipo di interpretazione è sempre più vera nelle sue scelte fotografiche.

Primi piani realistici, donne-robot, immagini surreali… una comunicatività a tutto tondo manifestata attraverso la fotografia concettuale.

Paola Mills non ama definirsi una fotografa esperta, questo lo ricordavo e ne trovo conferma nella sua notecard esplicativa (per quanto lei specifichi “fotografa esperta in RL“).

Paola Mills @ArtSpace UTSA
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Tuttavia, qualora questo pensiero fosse esteso anche alla fotografia nel metaverso, mi permetterei di dissentire. La Mills, infatti, realizza immagini notevolmente apprezzate da diversi anni e il fatto di non avere una conoscenza approfondita di strumenti di editing fotografico, non le ha impedito di comunicare le sue emozioni e la sua ironia in modo efficace.

La fotografia non è, infatti, solo manipolazione, ma capacità di catturare un angolatura, un istante, di afferrare una sensazione per farla propria e regalarla ad altri. In questo Paola è, sicuramente, esperta e molto abile.

Leggo dalla sua bio, prelevabile cliccando sulla scritta al centro della sala ove è ubicato il nome dell’artista:

A differenza di molti artisti nel metaverso lavoro in modo artigianale le mie istantanee utilizzando il minimo di software di editing grafico, non per scelta ma per incapacità di utilizzarle, freno notevolmente il risultato delle mie foto, so di non essere una fotografa esperta forse se avessi più tempo potrei ottenere foto più soddisfacenti.
Penso di essere un utente finale di Second Life, approfittando della capacità dei creatori e che sa come dare realtà ai corpi degli avatar, come dare movimento all’avatar con l’uso delle pose. Tratto le fusioni di questi due aspetti, lo studio del linguaggio di un corpo umano.

Consiglio di cogliere qualche attimo di tranquillità per far visita a Paola, in questo suggestivo allestimento a pavimentazione trasparente appositamente allestito per risaltare le opere degli artisti.

Riferimenti

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