CHANGING MOODS by Monique (Moni) Beebe @NITROGLOBUS

And here I am again at the Nitroglobus Roof Art Gallery, this time to write up about the black and white photographic exhibition of Monique (Moni) Beebe.

SCORRI IN FONDO PER L’ITALIANO

Even though this period is convulsive for me and, sometimes, it seems to me to “chase” the commitments without succeeding, today in the early morning I took time to immerse myself in the various “moods” of the right Monique.

The first aspect that I think it is useful to clarify, especially for those who read me in Italian, is the meaning of the word “mood” and in what sense it is used in contexts such as the artistic one, for example.

The word “mood” means “disposition.” It’s a term used a lot nowadays to describe one’s mood: an example is a phrase “I’m in the right mood to get out.” This word also takes on a more “abstract” meaning to indicate a climate or atmosphere (for example, one could say that “the country is in the middle of a Christmas mood”). Source: Lettera43

In the case of Monique, the various “moods” tell a story, a way of feeling and living the moments in virtual. And, therefore, they say of situations that are also very different from each other.

The leitmotif of the photographer’s exhibition is, however, only one: the criticism of the exploitation of women, a phenomenon that also occurs in the virtual world. That is, the woman “used and thrown away.” A phenomenon that must not be limited to the sexual sphere, in the sense that the manipulation of the woman often occurs most subtly, through the “hope” used as the most cowardly and subtle poison. Hope generates illusion, it leads the woman to the oblivion of herself, leaving her at the mercy of events to the point of abandonment and disappointment.

CHANGING MOODS by Monique (Moni) Beebe @NITROGLOBUS

Of course, on this occasion, the artist is recounting her point of view as a woman, so in no case do either she or I mean that the manipulation takes place exclusively by the man against the woman, knowing well that (often) happens the exact opposite.

Monique’s images, besides denouncing a condition of emotional exploitation of the woman, also represent a narration of how the artist’s “dolls” are built. For example, in some images, we can observe artificial arms and legs.

Reading the artist’s biography, available as always at the landing point of the Nitroglobus Roof Art Gallery, I learn that Monique is from Holland and has an arts education combined with the use of the PC. She is also a photographer in RL, where she takes many photographs.

Changing Moods“, which represents the various moods of the artist, also brings me into a certain “mood” that I will describe as follows.

In Monique’s elegant black and white exhibition, I see the creation and mortification of the woman in each shot. The woman first exalted and loved, then exploited and left behind.

It is inevitable to go back over apparently brilliant love stories with my mind, which ended in the worst possible way. Even though they are only observed from the outside, they had left a deep sense of bitterness, especially when I was involved as a friend of the couple.

Leaving aside the distinction between real and virtual, which goes the time it finds, being us always, wherever we are, the exploitation of the feminine side is a sadly known theme.

I conclude by saying that I wholeheartedly agree with Monique’s choice to present this exhibition in black and white, because, unlike color, black and white enhances emotions, forcing the viewer to pay attention to the subject represented, significantly improved by plays of light and shadow.

Monique’s exhibition will be open until the end of October, so I suggest to take an opportunity to enter his “moods”.

References

CHANGING MOODS by Monique (Moni) Beebe @NITROGLOBUS

CHANGING MOODS di Monique (Moni) Beebe @NITROGLOBUS

Ed eccomi nuovamente al Nitroglobus Roof Art Gallery, stavolta per raccontare della esposizione fotografica in bianco e nero di Monique (Moni) Beebe

Nonostante questo periodo sia per me convulso e, a volte, mi sembra di “rincorrere” gli impegni senza riuscirci, stamattina sul presto mi sono regalata del tempo per immergermi nei vari “moods” della brava Moni.

Il primo aspetto che credo sia utile chiarire, soprattutto per chi mi legge in italiano, è il significato della parola “mood” e in quale accezione venga utilizzata in contesti come quello artistico, ad esempio.

La parola “mood” significa “stato d’animo”, “disposizione”. Si tratta di un termine utilizzato moltissimo al giorno d’oggi per descrivere il proprio umore: un esempio è la frase “sono nel mood giusto per uscire”. Questa parola assume anche un significato più “astratto” per indicare un clima o un’atmosfera (ad esempio si potrebbe dire che “il paese è in pieno mood natalizio”). Fonte: Lettera43

Nel caso di Monique, i vari “moods“, ovvero “stati d’animo” raccontano una storia, un modo di sentire e vivere i momenti nel virtuale. E, quindi, narrano di situazioni anche molto differenti fra loro.

Il filo conduttore della esposizione della fotografa è, però, uno solo: la critica alla strumentalizzazione della donna, fenomeno che avviene anche nel mondo virtuale. Ovvero, la donna “usata e gettata”. Fenomeno che non deve essere arginato all’ambito sessuale, nel senso che la manipolazione della donna avviene, molto spesso, nel modo più subdolo, attraverso la “speranza” utilizzata come il più vile e sottile veleno. La speranza genera illusione, conduce la donna verso l’oblio di se stessa, lasciandola in balia degli eventi fino all’abbandono e alla delusione.

Naturalmente, in questa occasione, l’artista sta raccontando il suo punto di vista di donna, quindi in nessun caso né lei né io intendiamo che la strumentalizzazione avvenga esclusivamente da parte dell’uomo nei confronti della donna, ben sapendo che (non di rado) accade l’esatto opposto.

Le immagini di Moni, oltre a denunciare una condizione di sfruttamento emotivo della donna, rappresentano anche una narrazione di come sono costruite le “bambole” dell’artista. Ad esempio, in alcune immagini, possiamo osservare braccia e gambe artificiali.

Leggendo la biografia dell’artista, disponibile come sempre al landing point del Nitroglobus Roof Art Gallery, apprendo che Monique è olandese e ha una formazione artistica abbinata all’uso del pc. Ella, inoltre, è una fotografa anche in RL, ove realizza molte fotografie.

Changing Moods“, che rappresenta i vari stati d’animo dell’artista, fa entrare anche me in un certo “stato d’animo” che descriverò così.

Nella elegante esposizione in bianco e nero di Monique, vedo la creazione e la mortificazione della donna in ciascuno scatto. La donna dapprima esaltata e amata, poi sfruttata e lasciata. 

E’ inevitabile ripercorrere con la mente storie d’amore apparentemente brillanti, concluse nel peggiore dei modi. Seppure da me osservate solo dall’esterno, hanno comunque lasciato un senso di profonda amarezza, soprattutto laddove io mi trovavo coinvolta in quanto amica della coppia.

Tralasciando la distinzione tra reale e virtuale, che lascia il tempo che trova, essendo noi sempre noi, ovunque siamo, lo sfruttamento del lato femminile è un tema tristemente noto.

Concludo dicendo che condivido pienamente la scelta di Monique di presentare questa esibizione in bianco e nero, in quanto, a differenza del colore, il bianco e nero esalta le emozioni, costringendo l’osservatore a prestare attenzione al soggetto rappresentato, notevolmente valorizzato da giochi di luce e ombra.

L’esposizione di Monique resterà aperta fino alla fine di Ottobre, quindi consiglio di cogliere un’ occasione per entrare nei suoi “moods“.

Riferimenti

CHANGING MOODS di Monique (Moni) Beebe @NITROGLOBUS

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