December 12, 2018

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Stay Human

I believe that, at least once in our lives, it has happened to each of us to be the victim of some slander. The reasons why you may be the subject of negative comments from others may be different. A friend with whom we discussed who vents with someone else, a former love which seeks comfort in a group of friends to alleviate his suffering, a rival who tries to annihilate our reputation for removing any obstacle to its professional achievement, and so on.

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When slander (i.e., lousy speech) occurs as an outburst of disappointment (of any kind), the recipient of that confidence understands that it is a “no time” for the other and knows that it may be a temporary opinion, linked to a recent disagreement.
The speech takes on a very different meaning when, the slanderous person, aware of the truth, tells lies to damage the image of others for their own selfish purposes.
The question that I ask myself, in this second case, is: is the slanderer able to really damage the other person?

I believe that in real life it is more difficult to succeed in this intent because people are known immediately, without too many filters. A different discourse, however, should be made concerning the virtual world, where we do not have the opportunity to have a direct perception of the other. In Second Life® some people even refuse to make their voices heard, so that you can’t be sure of the identity that the other attributes to you.
So how do you get a realistic idea of the truth and not run into the misconduct of others?

Honestly, I fear that in SL® it is impossible to have a precise idea of how a person is if there is no real contact. It goes without saying, but people pretend in our daily real life, let alone in the virtual, where hiding is even more comfortable.
So how can we do?

A perfect solution is impossible, I can only say how I behave, urging you to express your opinion on it in the comments to this post.
Firstly, I never refuse to use my voice, and so I ask my interlocutor to do the same. I have in front of me a person and not an avatar, and the easiest way to create a relationship between people is to use the voice. If my interlocutor refuses (for reasons that can also be very valid), I already know that I can not have a relationship of friendship with that person.

Secondly, time plays an essential role: that is, I know people over time and in the events that happen, then making my assessments and selecting my friendships.

Thirdly, if I find that a person gets used to slander for no good reason, I will move him away.
Needless to say, people whom I think are friends are counted on the fingers of one hand. To my surprise, many do not want to use the voice, many who over time prove to be unreliable people, many who use slander as a lifestyle.

Speaking of my personal experience, which does not want to be a reference point for anyone but only an information sharing, I can say that in SL® I had the pleasure of meeting some outstanding people, with whom it is a pleasure to spend my evening moments. The people who are my best friends today are also those whom I was very severely told about in the past when I was about to meet them. Needless to say, if I had been a vulnerable and conditionable person, today I wouldn’t have the pleasure of meeting people who cheer up my days.
The aspect that intrigues me is above all how a lie is believed and spread to the point that others make it their own, letting themselves be conditioned by it. There are two cases: either it is compelling who spreads the lie, or very conditionable who listens to it. Or, both.

I have been able to see for myself how a lie repeated by many people is accepted as true, without those who recite it even having a vague idea of how the victim of slander is. I’ve also heard people talk awful about others without even knowing them, without even talking to them once! The death of independent thinking and the ability to critically evaluate people.

I titled this post “we remain human” for one simple reason: our humanity must consist in our ability to evaluate people autonomously. If nothing is possible towards slanderous people (they are not educable), it is indeed realistic to sensitize the community to independent thinking, free from other people’s conditioning mostly aimed at selfish purposes. Also because, during our journey, we may miss the opportunity to make special friendships.

Restiamo umani

Credo che, almeno una volta nella vita, sia capitato a ognuno di noi di essere vittima di qualche maldicenza. I motivi per cui si può essere oggetto di commenti negativi altrui possono essere diversi: un amico con cui abbiamo discusso che si sfoga con qualcun altro, un ex amore che cerca conforto in un gruppo di amici per alleviare le sue sofferenze, un rivale che cerca di annientare la nostra reputazione per eliminare ogni ostacolo alla sua realizzazione professionale, e via dicendo.

Quando la maldicenza (ovvero il parlare male) avviene come sfogo a una delusione (di qualunque tipo), chi è destinatario di quella confidenza comprende che si tratta di un “momento no” per l’altro e sa che potrebbe trattarsi di un’opinione temporanea, legata a un recente disaccordo.

Il discorso assume un significato molto diverso quando, la persona maldicente, consapevole della verità, racconta menzogne allo scopo di danneggiare l’immagine altrui per i propri egoistici scopi.

La domanda che mi pongo, in questo secondo caso, è: il maldicente è in grado di danneggiare realmente l’altra persona?

Credo che nella vita reale sia più difficile riuscire in questo intento perché le persone sono conosciute in modo immediato, senza troppi filtri. Un discorso diverso, invece, va fatto per quanto riguarda il mondo virtuale, dove non abbiamo la possibilità di avere una percezione diretta dell’altro. In Second Life® ci sono persone che addirittura rifiutano di far sentire la propria voce, di modo che non si può essere sicuri della identità che l’altro si attribuisce.

E allora come si può fare per avere un’idea realistica della verità e non incorrere nelle scorrettezze altrui?

Onestamente, temo che in SL® sia impossibile avere un’idea precisa di come una persona sia se manca il contatto reale. Sarà scontato da dire, ma le persone fingono nella nostra vita reale quotidiana, figuriamoci nel virtuale, dove nascondersi è ancora più semplice.

Allora come si può fare?

Una soluzione perfetta è impossibile, posso solo dire come io mi comporto, sollecitandovi a esprimere la vostra opinione a riguardo nei commenti a questo post.

In primo luogo, io non rifiuto mai di usare la voce e quindi chiedo al mio interlocutore di fare altrettanto. Ho davanti una persona e non un avatar e il modo più semplice per creare un rapporto tra persone è quello di usare la voce. Se il mio interlocutore rifiuta (per motivi che possono essere anche molto validi) io so già che non potrò avere con quella persona un rapporto di amicizia.

In secondo luogo, gioca un ruolo essenziale il fattore tempo: ovvero, nel tempo e nelle vicende che accadono io conosco le persone, facendo poi le mie valutazioni e selezionando le mie amicizie.

In terzo luogo, se mi accorgo che una persona ha l’abitudine di usare la maldicenza senza un motivo valido, la allontano.

Inutile dire che le persone che ritengo amiche si contano sulle dita di una mano. Con mia grande sorpresa sono molti che non vogliono usare il voice, molti che nel tempo si rivelano persone inaffidabili, molti che usano la maldicenza come stile di vita.

Parlando della mia esperienza personale, che non vuole essere un punto di riferimento per nessuno ma solo una condivisione di informazioni, posso dire che in SL® ho avuto il piacere di conoscere alcune persone molto valide, con le quali è un piacere trascorrere i miei momenti serali di libertà. Le persone che oggi sono le mie più valide amicizie sono anche quelle di cui mi è stato parlato molto male in passato, quando io mi accingevo a conoscerle. E’ inutile dire che, se io fossi stata una persona vulnerabile e condizionabile, oggi non avrei il piacere di frequentare persone che allietano le mie giornate.

L’aspetto che mi incuriosisce è soprattutto come una bugia venga creduta e diffusa al punto tale che altri la facciano propria, lasciandosi condizionare da essa. I casi sono due: o è molto convincente chi diffonde la bugia, o molto condizionabile chi la ascolta. Oppure, entrambe le cose.

Ho potuto constatare in prima persona come una bugia ripetuta da più persone venga accettata come vera, senza che chi la ripete abbia nemmeno una vaga idea di come sia la vittima della maldicenza. Addirittura ho sentito persone parlare malissimo di altre senza nemmeno conoscerle, senza avere nemmeno parlato con loro una volta! La morte del pensiero autonomo e della capacità di valutazione critica delle persone.

Ho intitolato questo post “restiamo umani” per un semplice motivo: la nostra umanità deve consistere nella nostra capacità di valutare autonomamente le persone. Se nulla è possibile verso le persone maldicenti (non sono educabili), è sicuramente realistico sensibilizzare la collettività al pensiero autonomo, scevro da altrui condizionamenti per lo più finalizzati a scopi egoistici. Anche perchè, durante il nostro cammino, potremmo perdere l’occasione di stringere amicizie speciali.

Oema

Virtual Reality passionate.

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