Frenchy and Caly’s exhibition @Wild Weed & SS25 Art Gallery

Frenchy and Caly's Art Exhibition @The Wild Weed & SS25

The Wild Weed & SS25 Art Gallery hosts the artistic exhibition by Frenchy25 (UUID: 3be35c30-93b2-4ae2-bd7b-7c6be5bf5955) and by Calypso Applewhite (UUID: 1bdf1a00-b393-4935-9aa8-75b9af8c9637). Frenchy25 is the artistic curator at the VOIR art gallery.  He and his partner Calypso are artist who skillfully manipulates the images captured in SL® to obtain interesting results.
On the occasion of his opening, the enchanting Phoemie Alcott played the piano and sang uniquely. I confess that I have appreciated Phoemie for many years, her introspective style and her ability to compose unique and exclusive music for artistic events make her an icon of the music world of SL®.
The idea of choosing Phoemie as the artist for the opening was a winning one because Frenchy and Caly’s images also have a robust introspective meaning. Music and art were well amalgamated to give viewers a unique and rare experience.
I have recorded a video to future memory of this enchanting evening.

Machinima

Reference

The Wild Weed & SS25

Frenchy’s Flick

Calypso Applewhite’s Flickr

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“Danza”, l’ultimo show delle “Nuvole Cadute”

Danza, Le Nuvole Cadute in Second Life®

Danza” è il titolo dell’ultimo spettacolo delle Nuvole Cadute, nota compagnia teatrale che, da tempo, organizza pregevoli eventi artistici grazie alla collaborazione con la Linden Environment for the Art (LEA). Seta Rosea, autrice dei testi insieme a Cornelia Longfall, mi ha gentilmente invitata a partecipare allo spettacolo e la ringrazio di questo, perchè il teatro è sempre uno dei miei intrattenimenti preferiti. Non ho una competenza particolare in questo campo, quindi quanto sto per scrivere è semplicemente il frutto delle mie impressioni e non ha nessuna pretesa di voler essere una recensione professionale.

“Danza” è il titolo della rappresentazione che ha l’amicizia come argomento principale. Questo aspetto è chiarito immediatamente nella scena iniziale, in modo da consentire allo spettatore di avere una visione precisa del tema che verrà sviluppato strada facendo. Tale scena, interpretata da Alex Coglilattimo, recita così:

Musica che si trasforma in movimento e diviene ..danza. Danza è la trasposizione simbolica  dell’amicizia. E’ una delle visioni del senso di amicizia.

Le successive interpetazioni sviluppano questo tema iniziale, donandogli corpo e arricchendolo di significato.

La prima scena è interpretata da Mebius Alenquer (UUID: 4c1979ab-bb4c-4db9-9ee4-133f77aeb867):

Cerco un’immagine, una famigliare, una che sappia accompagnarmi, che sappia darmi la mano quando ne avrò bisogno. Cerco quel qualcosa che non ho e mi siedo su questa panchina vicina ad un punto che sovrasta un fiume… che scorre e va… va via. Forse sono io quell’ acqua   e chissà cosa pagherei invece per esser quel ponte che aiuta a passare da una sponda all’altra senza il rischio di esser travolto.

La seconda scena è interpretata da Cornelia Longfall (UUID: 412482ac-d5be-4ee9-961a-f6bf82ea8bd9):

I primi gradini li saltavo a due a due, erano i primi ed io ero forte, veloce, in forma e via su per queste scale a spirale che portavano lassù… in alto. Come un navigare nel buio abbandonandomi alle onde e via su questi gradini sempre più su.

Ma dimmi dove sei non ti sento più, non dovevi venire questa sera a prendermi per abbracciarmi e per portarmi via?… e su dai non ricordi ci si doveva abbracciare anche quando si era stanchi… un modo lo si trova proprio perché si è stanchi.

La terza scena chiarisce bene il senso dell’amicizia ed è interpretata da Didi Morissey:

Nella vita c’è chi ti cammina avanti, forse troppo veloci da non poterli seguire; poi ci sono quelli che camminano dietro di te, forse troppo lenti, troppo fermi da non riuscire a spingerli avanti e poi ci sono quelli che camminano al tuo fianco, quelli che camminano con te, mai troppo veloci, mai troppo lenti, ma insieme a te, tenendo il tuo stesso passo. Quelli sono gli amici, son quelli che condividono con te i tuoi momenti e tu con loro… i loro momenti, c’è condivisione. Camminano sempre al tuo fianco, anche quando piove.

Quello che sa camminare al tuo fianco è anche quello che sa insegnarti a volare. Ti prende le braccia e dolcemente te le libera nell’aria con movimenti sinuosi, con quella apertura tipica di un’Aquila che mostra le sue ali al cielo e nel cielo ci vola dentro silenziosamente.

Nella quarta scena l’amicizia abita nei cuori di donne che hanno età diverse, incurante della distanza temporale tra le due ed è recitata da Lunhea:

Pensate la mia amica accetta di vedermi anche con le rughe che stanno disegnando il mio nuovo volto, mentre lei ha ancora la pelle vellutata. Però ormai sono anni che indosso il suo cappotto e mi tiene caldo, porto la sua sciarpa di lana intorno al collo nelle giornate più fredde…la mia amica.

Nella scena finale si conclude dando risalto all’amicizia come valore e un consiglio:

Riprendiamo l’energia di parlare ed esternare qualsiasi cosa ad un amico, ad una amica e pensiamo che loro farebbero lo stesso con noi. Lottiamo per sentirci dire…io ci sono anche se non mi vedi, tu ti volti ed io sono qui, cammino insieme a te, danziamo ancora su questa musica infinita!

“Danza” è una rappresentazione teatrale che valorizza i buoni sentimenti, invogliando a fidarsi degli amici e a donarsi a loro, anche se in passato siamo stati delusi.

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Nevereux @DixMix Art Gallery in Second Life®

Second Life

I accepted the invitation of DixMix Source in Second Life with great pleasure to visit the 3D exhibition of Nevereux, entitled “ArtNeveux.” She is an artist that I already had the opportunity to appreciate a lot during my visits to the SL® art galleries. You can find the narration of my visit to the Daphne Art Gallery in the following post.

Nevereux does not disappoint me: I appreciated her performance at the Daphne Art Gallery, I thought she was refined and in good taste. It was an exhibition of images, where white, black and red were the prevailing colors.

Who is Nevereux in Second Life

Neverex is an elegant Second Life artist who does not say such and who does not like to use words to introduce herself. I want to think that she, like me, doesn’t like to define herself because any definition would lead, by force of things, to a limitation.
Her profile is discreet, in the introductory part there are only a few words:

Skills are cheap. Passion is priceless.

“ArtNeveux” at the Womb @DixMix Art Gallery

The 3D installation of Nevereux at the DixMix Art Gallery is called “ArtNeveux” and seems to be a pun with the same name.
The colors used by the artist are her usual ones, white, black and red (the red color is used by her to highlight some details).
The style is geometric and refined: the images remind me of creative and communicative company logos.
The artist creates her works using mesh shapes bought from favorite stores that Nevereux assembles initially, modifying the textures. In some cases, through the use of scripts, the artist gives movement to the geometric shapes, obtaining a result of a remarkable visual impact.

The introduction of “ArtNeveux” by Nevereux

The artist introduces his 3D installation with the following words:

The style is fine. The story is mine. An argument in favor of art. Prim and a bit of technology. Around the corner, there is an extreme context. Others, so deliberately meaningless. If you like, it’s jam spread on a toast. It’s just for fun. And that whatever keeps you standing stays underneath you forever.

My interpretation

Nevereux loves to capture the attention of the visitor without falling into a flashy setting. The artist uses red to attract attention. She uses shapes and colors to communicate meaningful contexts as well as others that are entirely devoid of them. What matters is not the complexity of the message or words used to express it, but the description of what she sees without any element added to it.

End of the exhibition

The exhibition will end at the end of January.

References


DixMix Art Gallery, Womb Gallery


Leggi in Italiano →Nevereux alla DixMix Art Gallery in Second Life®

Ho accolto l’invito di DixMix Source con grande piacere di visitare l’esibizione 3D di Nevereux in Second Life, intitolata “ArtNeveux”. Si tratta di una artista che avevo già avuto modo di apprezzare parecchio in occasione delle mie visite presso le gallerie d’arte di SL®. Trovi la narrazione della mia visita presso la Daphne Art Gallery nel post seguente.


Nevereux non mi delude: ho apprezzato molto la sua esibizione presso la Daphne Art Gallery, l’ho ritenuta raffinata e di buon gusto. Si trattava di una mostra di immagini, dove il bianco, il nero e il rosso erano i colori prevalenti.

Chi è Nevereux in Second Life

Neverex è una artista elegante di Second Life che non si dice tale e che non ama usare le parole per introdurre se stessa. Mi piace pensare che lei, come me, non apprezzi definirsi perché qualunque definizione condurrebbe, per forza di cose, a una limitazione.

Il suo profilo è discreto, nella parte introduttiva vi sono solo poche parole:

Le competenze sono a buon mercato. La passione non ha prezzo.

“ArtNeveux” presso la galleria Womb @DixMix Art Gallery

L’installazione 3D di Nevereux presso la DixMix Art Gallery si intitola “ArtNeveux” e sembra essere un gioco di parole con il suo stesso nome.

I colori usati dalla artista sono i suoi consueti, bianco, nero e rosso (quest’ultimo colore viene da lei usato per mettere in risalto alcuni dettagli).

Lo stile è geometrico e raffinato: le immagini mi ricordano loghi aziendali creativi e comunicativi.

L’artista crea le sue opere usando forme mesh comprate da noti negozi che Nevereux assembla in modo originale, modificandone le textures. In alcuni casi, attraverso l’uso degli scripts, l’artista dona movimento alle forme geometriche, ottendendo un risultato di notevole impatto visivo.

L’introduzione di “ArtNeveux”  di Nevereux

L’artista introduce la sua installazione 3D con le seguenti parole:

Lo stile va bene. La storia è mia. Un argomento a favore dell’arte. Prim e un po’ di tecnologia.  Dietro l’angolo c’è un contesto estremo. Altri, così volutamente privi di significato. Se si vuole, è la marmellata spalamata su un toast. Si mette solo per divertimento. E che qualunque cosa ti tiene in piedi rimanga per sempre sotto di te.     

La mia interpretazione

Nevereux ama catturare l’attenzione del visitatore senza scadere in una scenografia appariscente. L’artista usa il rosso per attirare l’attenzione. Ella usa le forme e i colori per comunicare contesti ricchi di significato così come altri che ne sono completamente privi. Quello che conta non è la complessità del messaggio o delle parole usate per comunicarlo, ma la descrizione di quello che lei vede. Senza nessun elemento aggiunto ad essa.

Termine della esibizione

L’esibizione terminerà alla fine del mese di gennaio.

Riferimenti


DixMix Art Gallery, Womb Gallery

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Eviana Robbiani @ Club LA and Gallery

Eviana Robbiani opens the doors of her photographic exhibition at the gallery “Club LA and Gallery“.
At the landing point, you will receive an introductory notecard of the three art exhibitions currently open to the public at the Club LA and Gallery.

LEGGI IN ITALIANO

Entering the corridor on the left, the first photographic exhibition you come across is that of Eviana Robbiani, who signs her images with the stage name “La Robbiani” and I would like to dwell on this art show in this post.
At the entrance of his exhibition, touching the panel with the flyer presentation, you can get the introductory notecard written by the same artist. It is a short presentation, but effective in describing the state of mind that led to the birth of this style sophisticated and genuine at the same time. The chromatic prevalence of red and black accentuates the sensuality of the Japanese woman, enhancing her forms in a genuine and immediate communicative context.

As often happens in oriental women’s scenarios, the woman expresses not only sensuality but also a delicacy, giving life to an image that is never vulgar.
For this exhibition, she was inspired by the Shoshin, as Eviana describes in the introductory note card that is the predisposition of the “beginner”. It is an “open-mindedness” that is more easily found in the one who approaches an activity, compared to the one who considers himself already experienced in it. This open-mindedness of which Eviana speaks can be understood both as the operating mode of the artist and as the ability of the observer to look at the images without prejudice, with the right willingness of the soul of those who are willing to receive an emotion without evaluating it.
The arrangement of the room created by the artist is ideal in the proposed artistic context and enhances the six images on display.
I particularly appreciate the oriental themes and its culture, so visiting the exhibition in Eviana was a pleasure.
Eviana Robbiani’s exhibition will remain open to the public until the end of January.

References

SLurl: Club LA and Gallery (click to visit)

Eviana Robbiani @Club LA and Gallery

Eviana Robbiani apre le porte della sua esibizione fotografica presso la galleria “Club LA and Gallery” .

Giunti al landing point, si riceve una notecard introduttiva delle tre esposizioni artistiche attualmente aperte al pubblico presso la Club LA and Gallery.  Entrando nel corridoio sulla sinistra, la prima esposizione fotografica che si incontra è quella di Eviana Robbiani , che firma le sue immagini col nome d’arte “La Robbiani” e su questa mi desidero soffermare in questo post.

All’ingresso della sua esposizione, toccando il pannello con il flyer di presentazione, è possibile ottenere la notecard introduttiva scritta dalla medesima artista. Si tratta di una presentazione breve, ma efficace nel descrivere lo stato d’animo che ha determinato la nascita di questo stile sofisticato e genuino al tempo stesso. La prevalenza cromatica del rosso e nero accentua la sensualità della donna giapponese, valorizzandone le forme in un contesto comunicativo genuino e immediato.

Come spesso accade negli scenari femminili orientali, la donna esprime non solo sensualità, ma anche delicatezza, dando vita a una immagine che non è mai volgare.

Come Eviana descrive nella notecard introduttiva, Ella per questa esposizione si è lasciata ispirare dallo Shoshin, ovvero dalla predisposizione d’animo del “principiante”. Si tratta di una “apertura mentale”che è più facilmente rinvenibile in colui che si avvicina a un’attività, rispetto a colui che si ritiene già esperto in essa. Questa apertura mentale di cui parla Eviana può essere intesa sia come la modalità operativa dell’artista, sia come la capacità dell’osservatore di guardare alle immagini senza pregiudizio, con la giusta disponibilità d’animo di chi è disposto a ricevere un’emozione senza valutarla.

L’allestimento della stanza realizzato dall’artista è ideale nel contesto artistico proposto e valorizza le sei immagini esposte.

Apprezzo particolarmente le tematiche orientali e la sua cultura, quindi visitare l’esposizione di Eviana è stato un piacere.

L’esposizione di Eviana Robbiani resterà aperta al pubblico fino alla fine di gennaio.

Riferimenti

SLurl: Club LA and Gallery (clicca per visitare)

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“Waterworld” in Second Life®

Virtual worlds are able to host expressive and communicative modes of expression and, among these, musicals and theatrical performances.  As for the theatre, I have already written about how it is possible, through avatars, creating a real representation: I talked about it in this post dedicated to the show of the company “Le Nuvole Cadute.”

LEGGI IN ITALIANO

As far as musicals are concerned, however, I would like to deal with this theme by talking about a project which I have been invited to see. It is a performance that has not yet been staged, but it will be in about two weeks, at the beginning of December.

Being passionate (among other things) about video in virtual worlds, I will make a recording of the evening to allow anyone interested, to see the show even if they can not be present at first.

I would like to say that, as always, my support is a collaboration within the limits of my possibilities, since I am not part of the project. The authors and organizers are primarily the interviewees and the people who are mentioned by them in the interview.

The title of the musical is “Waterworld,” taken from the film produced and starred by Kevin Costner himself, released in 1995. It is a science fiction film directed by Kevin Reynolds. The story is set in a post-apocalyptic future and deals with the adventures of a mutant searching the last strips of land in a world submerged by water.

The narrative is exciting and, having witnessed the rehearsals, I can say that the way to represent it is smooth and fluid.

The preparations for this show were long, also because the organizers wanted to create a unique structure that would adequately represent the story. So, the whole structure and the animations are customized, and it is specially designed for it (they did not use pre-packaged objects and animations, but everything is original and unique). A high commitment, but also great satisfaction and enthusiasm that shines through the organizers’ words themselves.

In particular, I wanted to interview Antarctica Ferraris and Van Loopen, in their respective roles as creators of the project and the animations, as well as director and author of the original meshes used for the representation.

"Waterworld"
“Waterworld”

Interview with Antarctica Ferraris

Oema: A few days ago I had the pleasure to attend the rehearsals of the musical show that is about to go on stage, can you introduce me to the initiative, also telling me how the idea of developing this project came about?

Antarctica: Oh, yes, in fact, I don’t really know, how I chose this setting, even if I never forgot this old film, “Waterworld.” Also, I don’t think anyone has tried to make a Movie-Musical on water. Because the show is developed in 2 precise times. The first half is practically a real Movie. Then you’ll see! The second half, a Nautical Musical.

Oema: Let’s talk for a moment about the animations. Since I had the opportunity to see (and try) them, I particularly appreciated the fluidity and realism of the movement: can you tell me how animation was born and who creates it?

Antarctica: About the animations, although I try to create them with a program for years now, I also draw from my large inventory.
Eleven years in SL®, with the hobby of animations… I have plenty of them. I think they exceed 6500 items.
Fluidity…is created using 2 senses, hearing and sight, and a lot of work.
Doing the animations for a show on your own is a bit of a bother. In my works, a small example, the “Waterworld,” just the first time, takes more than 700 animations and 600 movements. You’ll understand, that creating 700 animations… it takes a shine!
So, I use the SL® market, sometimes free animations, sometimes not. But you have to know what you want to look for.

Antarctica Ferraris
Antarctica Ferraris

Oema: As for the title of the show and the plot, can you anticipate me something? Who is collaborating with you in the realization of this initiative? Who would you like to thank in particular?

Antarctica: Yes, we are a small team, very hard-working. With me, there’s a great “Impresario” and a DJ, as well as builder and co-director. The Impresario and Actor is part of the well-known “Volando” family: Jos Bookmike. Then, the DJ, Builder, author, publicist, poster designer and so on, the Co-Director, Van Loopen. We are counting on some friendships, as performers, within SL® Italia, and, also, a renowned American group.

Oema: Have you already realized similar projects in the past and if so, which ones?

Antarctica: Yes, I did, in collaboration with a company, various minor shows, and then I created the beautiful “FULL MONTY,” and THRILLER.” Both were born on my ideas. Made with great effort, but at the same time, joy. A worry, a work never finished: “JESUS CHRIST SUPERSTAR,” interrupted by disagreements and controversies in the Company. A colossal, discontinued, unfortunately, in spite of me.

Oema: Compared to the past, how has your way of doing theatre in SL® evolved?

Antarctica: Theatre. I find an opportunity to better define what we do, me and my partners and collaborators: it is not Theatre as it is intended, i.e., artistic. We don’t do artistic “Theatre.”
We make pure entertainment, we are closer to being producers of Films, of great successes. Films, Clips, Musicals, elaborated for SL®.

Interview with Van Loopen

Oema: How did the idea of collaborating with Antarctica in the realization of this theatrical/show project come about?

Van: To summarize, we were part of the same group that animated a Company from which, for very different reasons, we decided to leave. Once out of that Company, Antarctica and Jos Bookmite had the same need to engage in something that both liked and “Waterworld” was born. I was contacted almost immediately, and then I made available my knowledge and my knowledge in the concrete realization of this show, as far as my competence, with enthusiasm and interest.

Oema: Your initial role in the show was as Music Director, but I saw your presence in the field expand: you built (using the meshes to save LI) the structure that hosts the event, taking care, therefore, also the scenic part; you also took care of the direction and the narrative portion of the story. How would you describe this evolution of your original role and how do you feel about it?

Van: My main activity for years in SL® has always been as a DJ and music curator in events (the last of particular importance was the music director for the first phase of MISS UNIVERSE 2019 with the direct participation of Linden Lab). However, it was always and only one of my many passions that in SL® I have ever tried to carry on. Situations, circumstances, and events, sometimes painful and controversial, have unfortunately made it impossible for me to devote myself entirely to activities that are for me a purpose, a sense in SL®. One of these activities is undoubtedly the building. Antarctica has dedicated herself to the realization of the area that concerns the active part of the show, but it apparently had to be contextualized in a suitable setting to have the most realistic sense possible about the theme represented. The same is true for the historical part of the show that accompanies the viewer in the right understanding and many other activities also necessary and essential side by side. The evolution was painless and not perceived as a novelty for me, considering that I already had similar experiences and in the field, with background work, behind the scenes, in other times and circumstances. The only novelty is that now my work can be recognized by name and surname, in many different situations I did not even appear, by personal choice. Let’s say that Antarctica gave me the opportunity to make myself known even in this activity that many do not even know I do, with results, according to the most exciting and positive.

Van Loopen
Van Loopen

Oema: In SL® you are known as a DJ, an activity that you do mainly for your passion for music. A love that you have also developed in RL, can you tell me more about it?

Van: As I said before, my passion for music has immediately (almost 10 years ago) made my first activity in SL®, that of Dj. In RL as a child I studied at the Conservatory (7 years), violin as first instrument and piano as a complementary instrument, at a time when after the 5th year I obtained a diploma in solfeggio that allowed me to teach music. Over time I have abandoned the study of music, however, devoting myself to activities that have always had the music at the center of interest. From 1979 to 1986 I worked as a radio speaker in the province up to regional level (radios that now network) and as a DJ in various discos both local and regional, and other Italian cities in the north and downtown. For years in chat (Mirc) I have been speaker of different web radios, and since 2008-2009 in SL® I enjoyed being a DJ, with great satisfaction even today. But the main activity in RL, which represents my work, is the profession of architect. In SL® I have not practiced it a lot assiduously and officially, paradoxically (if not for a short time and there is still a small track in MP with an old brand of mine: Virtual Space Project). The reasons are ones I mentioned above, but I often feel the need to rededicate myself in SL® and make me known as a Builder, not only as a DJ. SL® is a world where it is enough to have participated in RL on Sunday in a theatrical performance of amateurs to qualify them in SL® as experts in dramatic art, or to have been the animator of summer resorts to be called then actors and directors. I believe that the real skills must be exhibited rightly as an added value to be shared with the Esselian community. If we start from the consideration that SL® is a game in which to feed their passions then I’m fine with everything, but if you start to take it seriously and want to get your own “apparent” image of professionalism to rise to phantom experts in this or that, then I think that it is also the case to establish a certain distance between those who are for profession, study and reality and those who play to make this game appear as the management of a real multinational company with so many great names as CEO, CEO, and Managers various.
From the real world I get all the technical information from my profession, trends, and specificities that serve to establish a project goal, but the imagination, that only the virtual world 3d can give you, then it is the master. In a nutshell, if in RL a beam cannot support a floor if it is not “supported” by a pillar, in SL® we can build everything we want by putting in the foreground the “meaning” of that work and indeed not its proper construction technique. It doesn’t make sense, because SL® would be an exact copy of the RL. And by definition, this contrasts with the aspirations, methods, and expectations of those who live there. Conversely, those who do this profession must be careful not to get carried away by virtual reality because in RL there are construction constraints that often do not allow realizations designed fantastically for SL®.

Oema: Who collaborates with you besides Antarctica in the realization of this virtual show? Do you want to remember someone in particular?

Van: Jos Bookmite joined the show with enthusiasm and interest, even before me, and he was a treasured friend for Antarctica, supporting her in an awkward moment. I joined them shortly after at their invitation. So, besides being a severe and prepared person (in RL he is an esteemed artist), he is, first of all, a friendly person. His advice and his managerial hand are indispensable for this group and for the show.

As you can also understand from the articulated answers of Antarctica and Van, this is a project that has engaged them on different fronts.

For my part, I had the pleasure and honor of being an occasional preview spectator and, therefore, I can certainly recommend the show. Anyone wishing to be informed of when it will be on stage can contact Antarctica Ferraris or Van Loopen directly.

 

“Waterworld” in Second Life®

I mondi virtuali sono in grado di ospitare modalità espressive e comunicative davvero varie e, tra queste, anche i musical e le rappresentazioni teatrali.  Per quanto riguarda il teatro, ho già scritto di come sia possibile, attraverso gli avatars, dare vita a una vera e propria rappresentazione: ne ho parlato in questo post dedicato allo spettacolo della compagnia “Le Nuvole Cadute”.

Per quanto riguarda, invece, i musicals, desidero affrontare questo tema parlando di un progetto di cui sono stata resa partecipe. Si tratta di una rappresentazione che non è ancora andata in scena, ma lo sarà tra circa due settimane, all’inizio di dicembre.

Essendo appassionata (tra le altre cose) di video, realizzerò una registrazione della serata per permettere, a chiunque sia interessato, di visionare lo spettacolo pur non potendo essere presente alla prima.

Premetto che, come sempre, il mio supporto è una collaborazione nei limiti delle mie possibilità, non essendo io parte del progetto. Gli autori e organizzatori sono in primis gli intervistati e le persone che sono da loro menzionate nell’intervista.

Il titolo del musical è “Waterworld”, tratto dal film prodotto e recitato dallo stesso Kevin Constner, uscito nel  1995. Si tratta di un film di fantascienza diretto da Kevin Reynolds. La storia è ambientata in un futuro post-apocalittico e tratta delle avventure di un mutante alla ricerca degli ultimi lembi di terra in un mondo sommerso dalle acque.

La narrazione è interessante e, avendo assistito alle prove, posso dire che il modo di rappresentarla è scorrevole e fluido.

I preparativi per questo spettacolo sono stati lunghi, anche perché gli organizzatori hanno voluto creare una struttura apposita che rappresentasse in modo efficace la storia. Quindi, tutta la struttura e le animazioni sono personalizzate, ovvero create ad arte (non si sono utilizzati oggetti e animazioni preconfezionati, ma tutto è originale e unico). Un grosso impegno, ma anche una notevole soddisfazione ed entusiasmo che traspare dalle parole degli stessi organizzatori.

In particolare, ho voluto intervistare Antarctica Ferraris e Van Loopen, nei loro rispettivi ruoli di ideatrice del progetto e delle animazioni, nonché di regista e autore degli original mesh usati per la rappresentazione.

"Waterworld"
“Waterworld”

Intervista ad Antarctica Ferraris

Oema: Qualche giorno fa ho avuto il piacere di assistere alle prove dello spettacolo musicale che sta per andare in scena, mi puoi introdurre l’iniziativa, dicendomi anche come è nata l’idea di sviluppare questo progetto?

Antarctica: Oh, si, in effetti non lo so veramente, come io abbia scelto questa ambientazione, anche se questo vecchio film, “Waterworld” non lo ho mai dimenticato. In piu, credo nessuno si sia cimentato a realizzare un Movie-Musical sull’acqua. Perche lo spettacolo si sviluppa in 2 tempi ben precisi. Il primo tempo è praticamente un Movie vero e proprio. Poi vedrete! Il secondo tempo, un Musical Nautico.

Oema: Parliamo un attimo delle animazioni. Avendo avuto occasione di vederle (e provarle) ho apprezzato in modo particolare la fluidità e il realismo del movimento: mi puoi dire come nasce l’animazione e chi la crea?

Antarctica: Per le animazioni, benchè io mi cimenti con un programma per crearle ormai da anni, attingo anche dal mio grande inventario.
Undici anni in SL®, con l’hobby delle animazioni… ne ho a bizzeffe. Credo che superino le 6500 .
La Fluidità…si crea usando 2 sensi, udito e vista, e tanto, tanto lavoro.
Fare da sola le animazioni per uno show è un lavoro improbo. Nei miei lavori, un piccolo esempio, il Waterworld, solo il primo tempo, impiega piu di 700 animazioni e 600 spostamenti. Capirete, che creare 700 animazioni… ci si mette un lustro!
Quindi, usufruisco del market di SL®, a volte animazioni free, a volte no. Ma si deve sapere cosa si vuole, per cercare.

Antarctica Ferraris
Antarctica Ferraris

Oema: Per quanto riguarda il titolo dello spettacolo e la trama, mi puoi anticipare qualcosa?
Chi collabora con te alla realizzazione di questa iniziativa? Chi ti senti di ringraziare in modo particolare?

Antarctica: Si siamo un piccolo Team, molto laborioso. Con me, c’é un grande “Impresario” e DJ, nonché costruttore, nonché co-regista. L’ Impresario e Attore, fa parte della conosciutissima famiglia “Volando”: Jos Bookmike. Poi, il Dj, Builder, autore, pubbliciario, cartellonista eccetera, il Co-regista, Van Loopen. Contiamo su qualche amicizia, come performers, nell’ ambito SL® Italia, e, in piu, un rinomato gruppo Americano.

Oema: Hai già realizzato progetti simili in passato e se sì, quali?

Antarctica: Si, ho realizzato, in collaborazione con una Compagnia, vari spettacoli minori, per poi creare i bellissimi “FULLMONTY, e THRILLER”. Entrambi nati su miei idee. Realizzati con grande fatica, ma al tempo stesso, allegria. Un cruccio, un lavoro mai terminato: “JESUS CHRIST SUPERSTAR”, interrotto per dissidi e controverise nella Compagnia. Ben 20 atti fatti, dei 27. Un kolossal, interrotto, purtroppo, mio malgrado.

Oema: Rispetto al passato, come si è evoluto il tuo modo di fare teatro in SL®?

Antarctica: Teatro. Trovo occasione per definire meglio che quello che facciamo, io e i miei soci e collaboratori: non è Teatro come si intende, cioé artistico. Non facciamo “Teatro” artistico.
Noi facciamo intrattenimento puro, siamo piu vicini a essere produttori di Films, di grandi successi. Films, Clips, Musicals, elaborati per SL®.

Intervista a Van Loopen

Oema: Come è nata l’idea di collaborare con Antarctica alla realizzazione di questo progetto teatrale/show?

Van: Per sintetizzare, facevamo parte di uno stesso gruppo che animava una Compagnia da cui, per motivi molto differenti, entrmabi decidemmo di andare via. Una volta fuori da quella Compagnia, Antarctica e Jos Bookmite hanno avuto la stessa esigenza di impegnarsi in qualcosa che piacesse ad entrambi ed è nato “Waterworld“. Io sono stato contattato quasi subito ed ho quindi messo a disposizione il mio sapere e le mie conocenze nella realizzazione concreta di questo show, per quanto di mia competenza, con entusiasmo ed interesse.

Oema: Il tuo ruolo iniziale nello spettacolo era quello di Direttore Musicale, tuttavia ho visto ampliarsi la tua presenza sul campo: hai costruito (usando le mesh per risparmiare LI) la struttura che ospita l’evento, curando, quindi, anche la parte scenografica; ti sei occupato anche della regia e della parte narrativa del racconto. Come descriveresti questa evoluzione del tuo ruolo iniziale e come ti senti in relazione a essa?

Van: La mia attività prevalente da anni in SL® è sempre stata quella di DJ e curatore musicale in manifestazioni ed eventi (ultima di un certo rilievo è stato direttore musicale per la prima fase di MISS UNIVERSE 2019 con la partecipazione diretta di Linden Lab). Tuttavia è stata sempre e soltanto una delle mie tante passioni che in SL® ho sempre cercato di portare avanti. Situazioni, circostanze ed avvenimenti, a volte dolorosi e controversi, hanno fatto purtroppo in modo da non potere di dedicarmi in pieno ad attività che pure rappresentano per me uno scopo, un senso in SL®. Una di queste atitività è senz’altro il building. Antarctica si è dedicata alla realizzazione della zona che interessa la parte dello show attivo, ma doveva essere contestualizzata ovviamente in una ambientazione adeguata per poter avere un senso più realistico possibile circa il tema rappresentato. Idem dicasi per la parte narrativa dello show che accompagna lo spettatore nella giusta comprensione e tante altre attività di contorno pure necessarie ed importanti. L’evoluzione è stata indolore e non percepita quindi come una novità per me, visto e considerato che già ho avuto esperienze simili e nel settore, con un lavoro di background, dietro le quinte, in altri tempi e circostanze. L’unica novità consiste nel fatto che adesso il mio lavoro può essere riconosciuto con nome e cognome, in tante altre situazioni non apparivo nemmeno, per scelta personale. Diciamo che Antarctica mi ha dato l’occasione di farmi conoscere anche in questa attività che molti non sanno nemmeno io svolga, con risultati, a detta dei più, interessanti e positivi.

Van Loopen
Van Loopen

Oema: In SL® sei conosciuto come DJ, attività che svolgi soprattutto per la passione per la musica. Una passione che hai sviluppato anche in RL, mi dici di più a riguardo?

Van: Come dicevo prima la passione per la musica ha concretizzato da subito (quasi 10 anni fa) la prima mia attività in SL®, quella di Dj. In RL da bambino ho studiato Conservatorio (7 anni), violino come primo strumento e pianoforte come strumento complementare, in un’epoca in cui dopo il 5° anno conseguivi il diploma di solfeggio che ti permetteva l’insegnamento delle materie musicali. Nel tempo ho abbandonato lo studio della musica dedicandomi però ad attività che hanno avuto sempre la musica al centro dell’interesse. Dal 1979 al 1986 circa ho lavorato come speaker radiofonico in realtà di provincia fino a livello regionale (radio che adesso sono network) e come Dj in varie discoteche sia locali che regionali, che di altre città italiane del nord e del centro. Per anni in chat (Mirc) sono stato speaker di varie radio web e dal 2008-2009 in SL® mi sono divertito a fare il Dj, con grandi soddisfazioni ancora oggi. Ma l’attività principale in RL, che rappresenta il mio lavoro, è la professione di architetto. In SL® non l’ho molto praticata assiduamente ed ufficilamente, pradossalmente (se non per poco tempo e ne rimane ancora piccola traccia in MP con un vecchissimo mio brand: Virtual Space Project), per i motivi di cui sopra, ma sento l’esigenza spesso di ridedicarmi in SL® e farmi conoscere anche come Builder, non solo come Dj. In un mondo in cui basta aver partecipato in RL la domenica ad una rappresentazione teatrale di dilettanti per qualificarsi poi in SL® come esperti d’arte teatrale, oppure aver fatto l’animatore di villaggi turistici estivi per farsi chiamare poi attori e registi, credo che le competenze reali debbano essere esibite a ragione come un valore aggiunto da condividere con la comunità esseliana. Se partiamo dalla considerazione che SL® è un gioco in cui alimentare le proprie passioni allora mi sta bene tutto, ma se si inizia a prenderla sul serio e volerci ricavare una propria “apparente” immagine di professionalità per elevarsi a fantomatici esperti di questo o di quello, allora penso che sia anche il caso di stabilire una certa distanza tra chi lo è per professione, studio e realtà e chi gioca a far apparire questo gioco come la gestione di una azienda multinazionale reale con tanto di nomi altisonanti come Ceo, Amministratore delegato e Manager vari.
Dal mondo reale traggo tutte le informazioni tecniche dalla mia professione, tendenze e specificità che servono per stabilire un obiettivo di progetto, ma la fantasia, che solo il mondo virtuale 3d può darti, poi la fa da padrona. In poche parole se in RL una trave non può reggere un solaio se non è “appoggiata” ad un pilastro, in SL® possiamo costruire tutto ciò che vogliamo mettendo in primo piano il “significato” di quella opera e non certo la sua corretta tecnica di costruzione. Non ha senso, perchè SL® sarebbe una esatta copia della RL. E ciò per definizione va in contrasto con le aspirazioni, le modalità e le aspettative di chi ci abita. Viceversa, chi fa questa professione, deve stare attento a non farsi prendere la mano dalla realtà virtuale perchè in RL ci sono vincoli costruittivi che spesso non permettono realizzazioni pensate fantasticamente per SL®.

Oema: Chi collabora con te oltre ad Antarctica alla realizzazione di questo show virtuale? Vuoi ricordare qualcuno in particolare?

Van: Allo show ha aderito con entusiasmo ed interesse, ancor prima di me, Jos Bookmite, che è stato un amico preziosissimo per Antarctica, supportandola in un momento difficile. Io mi sono affiancato poco dopo su loro invito. Quindi oltre che persona seria e preparata (in RL è uno stimato artista) è innanzitutto una persona amica. I suoi consigli e la sua mano manageriale sono indispensabili per questo gruppo e per lo show.

Come si può comprendere anche dalle articolate risposte di Antarctica e Van, si tratta di una progetto che li ha impegnati molto su fronti diversi.

Dal canto mio, ho avuto il piacere e l’onore di essere stata occasionale spettatore in anteprima e, quindi, posso consigliare senz’altro lo spettacolo. Chiunque desideri essere informato su quando esso andrà in scena, può contattare direttamente Antarctica Ferraris o Van Loopen.

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