“Danza”, l’ultimo show delle “Nuvole Cadute”

Danza” è il titolo dell’ultimo spettacolo delle Nuvole Cadute, nota compagnia teatrale che, da tempo, organizza pregevoli eventi artistici grazie alla collaborazione con la Linden Environment for the Art (LEA). Seta Rosea, autrice dei testi insieme a Cornelia Longfall, mi ha gentilmente invitata a partecipare allo spettacolo e la ringrazio di questo, perchè il teatro è sempre uno dei miei intrattenimenti preferiti. Non ho una competenza particolare in questo campo, quindi quanto sto per scrivere è semplicemente il frutto delle mie impressioni e non ha nessuna pretesa di voler essere una recensione professionale.

“Danza” è il titolo della rappresentazione che ha l’amicizia come argomento principale. Questo aspetto è chiarito immediatamente nella scena iniziale, in modo da consentire allo spettatore di avere una visione precisa del tema che verrà sviluppato strada facendo. Tale scena, interpretata da Alex Coglilattimo, recita così:

Musica che si trasforma in movimento e diviene ..danza. Danza è la trasposizione simbolica  dell’amicizia. E’ una delle visioni del senso di amicizia.

Le successive interpetazioni sviluppano questo tema iniziale, donandogli corpo e arricchendolo di significato.

La prima scena è interpretata da Mebius Alenquer (UUID: 4c1979ab-bb4c-4db9-9ee4-133f77aeb867):

Cerco un’immagine, una famigliare, una che sappia accompagnarmi, che sappia darmi la mano quando ne avrò bisogno. Cerco quel qualcosa che non ho e mi siedo su questa panchina vicina ad un punto che sovrasta un fiume… che scorre e va… va via. Forse sono io quell’ acqua   e chissà cosa pagherei invece per esser quel ponte che aiuta a passare da una sponda all’altra senza il rischio di esser travolto.

La seconda scena è interpretata da Cornelia Longfall (UUID: 412482ac-d5be-4ee9-961a-f6bf82ea8bd9):

I primi gradini li saltavo a due a due, erano i primi ed io ero forte, veloce, in forma e via su per queste scale a spirale che portavano lassù… in alto. Come un navigare nel buio abbandonandomi alle onde e via su questi gradini sempre più su.

Ma dimmi dove sei non ti sento più, non dovevi venire questa sera a prendermi per abbracciarmi e per portarmi via?… e su dai non ricordi ci si doveva abbracciare anche quando si era stanchi… un modo lo si trova proprio perché si è stanchi.

La terza scena chiarisce bene il senso dell’amicizia ed è interpretata da Didi Morissey:

Nella vita c’è chi ti cammina avanti, forse troppo veloci da non poterli seguire; poi ci sono quelli che camminano dietro di te, forse troppo lenti, troppo fermi da non riuscire a spingerli avanti e poi ci sono quelli che camminano al tuo fianco, quelli che camminano con te, mai troppo veloci, mai troppo lenti, ma insieme a te, tenendo il tuo stesso passo. Quelli sono gli amici, son quelli che condividono con te i tuoi momenti e tu con loro… i loro momenti, c’è condivisione. Camminano sempre al tuo fianco, anche quando piove.

Quello che sa camminare al tuo fianco è anche quello che sa insegnarti a volare. Ti prende le braccia e dolcemente te le libera nell’aria con movimenti sinuosi, con quella apertura tipica di un’Aquila che mostra le sue ali al cielo e nel cielo ci vola dentro silenziosamente.

Nella quarta scena l’amicizia abita nei cuori di donne che hanno età diverse, incurante della distanza temporale tra le due ed è recitata da Lunhea:

Pensate la mia amica accetta di vedermi anche con le rughe che stanno disegnando il mio nuovo volto, mentre lei ha ancora la pelle vellutata. Però ormai sono anni che indosso il suo cappotto e mi tiene caldo, porto la sua sciarpa di lana intorno al collo nelle giornate più fredde…la mia amica.

Nella scena finale si conclude dando risalto all’amicizia come valore e un consiglio:

Riprendiamo l’energia di parlare ed esternare qualsiasi cosa ad un amico, ad una amica e pensiamo che loro farebbero lo stesso con noi. Lottiamo per sentirci dire…io ci sono anche se non mi vedi, tu ti volti ed io sono qui, cammino insieme a te, danziamo ancora su questa musica infinita!

“Danza” è una rappresentazione teatrale che valorizza i buoni sentimenti, invogliando a fidarsi degli amici e a donarsi a loro, anche se in passato siamo stati delusi.

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