Luke Perry: handsome, famous and with “zero ego”

When I first read about Luke Perry‘s disappearance yesterday, I confess, I thought it was a bad-tasting hoax. Looking better at the source of the news, the well-known site Wired, I realized that the press had to be true. Sadly true.
In the last two days, people remember Luke for his role in the famous television series “Beverly Hills 90210” that, for all those born in the ’80s and who lived their adolescence in the ’90s was a cult not to be missed. And I was no exception.
Reviewing Luke Perry’s face changed by the passage of time made me realize that, that time, it passed for me too. At the same time, it brought me back to my adolescence, when I turned on the feverish television waiting for “Beverly Hills 90210” to air. Many of my classmates were fascinated with the gloomy Dylan, masterfully played by Luke. As a fan of Shannen Doherty (the mythical Brenda Walsch), I liked the character of Dylan that, in one way or another, I grew fond. I can’t explain this pain for the death of someone I never really knew. Maybe because the love between Dylan and Brenda made me dream, maybe because thanks to “Beverly Hills 90210” I realized for the first time that love is not perfect, that it can betray and fail, while remaining a great love, maybe because at the time I needed some “reference point” in a delicate phase as is adolescence … Maybe because I do not know why. The fact remains that Luke Perry’s disappearance hurts.
I read with interest the various testimonies about him and learn that Luke was an extraordinary person. Father of two children to whom he was very close and who he enjoyed growing up with pride, a man attentive to the needs of others, available and able to roll up his sleeves and help even in the most desperate circumstances. Like when he helped out in Nashville, Tennessee, during the devastating floods of 2010. Perry joined local volunteers to distribute water and food. Ohio Senator Sherrod Brown remembers him as a friendly person, with a “zero ego” (or humble, despite his fame).
Actor and director Colin Hanks, son of Tom Hanks, shared an extraordinary story about how Perry managed to calm down two screaming kids on an airplane by creating a sword-shaped balloon. Those who know him say that he knew how to do it with children (after all, he showed it with his two children).
Luke Perry’s death hurts because with him goes the memory of our best years, our adolescence and that unforgettable lightheartedness and expansion of time that marked our youth. The dreams of a teenager leave us, the first understanding that the shattering of an ideal does not mean the end of the world, and even less the end of the ability to love. But even more, we are left with the person who, with his example, has issued an unforgettable mark on those who knew him (for real).

Luke Perry: bello, famoso e con “zero ego”

Quando ieri ho letto per la prima volta della scomparsa di Luke Perry, lo confesso, ho pensato a una bufala di cattivo gusto. Guardando meglio la fonte della notizia, il noto sito Wired, ho realizzato che la notizia doveva essere vera. Tristemente vera.

In questi ultimi due giorni Luke viene ricordato per il suo ruolo nella famosa serie televisiva “Bevery Hills 90210” che, per tutti coloro nati negli anni ’80 e che hanno vissuto la propria adolescenza negli anni ’90 è stata un cult imperdibile. E io non ho fatto eccezione.

Rivedere il volto di Luke Perry cambiato dal trascorrere del tempo mi ha fatto realizzare che, quel tempo, è passato anche per me. Nel contempo mi ha riportato indietro alla mia adolescenza, a quando accendevo la televisione febbricitante in attesa che andasse in onda “Beverly Hills 90210”. Molte delle mie compagne di classe erano infatuate del tenebroso Dylan, magistralmente interpretato da Luke. Io, in quanto fan di Shannen Doherty (la mitica Brenda Walsch), apprezzavo il personaggio di Dylan a cui, in un modo o nell’altro, evidentemente mi ero affezionata. Non me lo spiego diversamente questo dolore per la morte di qualcuno che, in realtà, non ho mai conosciuto. Forse perché l’amore tra Dylan e Brenda mi ha fatto sognare, forse perché grazie a “Beverly Hills 90210” ho realizzato per la prima volta che l’amore non è perfetto, che può tradire e fallire, pur restando sempre un grande amore, forse perché all’epoca avevo bisogno di qualche “punto di riferimento” in una fase delicatissima come è l’adolescenza… Forse perché, non so perché. Resta il fatto che la scomparsa di Luke Perry fa male.

Leggo con interesse le diverse testimonianze su di lui e apprendo che Luke era una persona fuori dal comune. Padre di due figli a cui è stato molto vicino e di cui si è goduto la crescita con orgoglio, uomo attento ai bisogni altrui, disponibile e capace di rimboccarsi le maniche e aiutare anche nelle circostanze più disperate. Come quando ha dato una mano a Nashville, nel Tennesse , durante le devastanti inondazioni del 2010. Perry si unì ai volontari della zona per distribuire acqua e cibo. Il senatore dell’Ohio, Sherrod Brown, lo ricorda come una persona cordiale, con “zero ego” (ovvero umile,  nonostante la sua fama).

L’attore e regista Colin Hanks, figlio di Tom Hanks, ha condiviso una storia straordinaria di come Perry fosse riuscito a calmare due ragazzini urlanti su un aereo creando un palloncino a forma di spada. Chi lo conosce afferma che ci sapeva fare coi bambini (del resto lo ha dimostrato con i suoi due figli).

La scomparsa di Luke Perry fa male perché con lui se ne va il ricordo dei nostri anni migliori, della nostra adolescenza e di quella indimenticabile spensieratezza e dilatazione del tempo che ha contraddistinto la nostra giovinezza. Ci lasciano i sogni di adolescente, la prima comprensione che il frantumarsi di un ideale non significa la fine del mondo, e ancora meno la fine della capacità di amare. Ma ancora di più ci lascia la persona che, con il suo esempio, ha impresso una impronta indimenticabile in chi lo ha conosciuto (per davvero).

Show CommentsClose Comments

Leave a Reply

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

Translate »
%d bloggers like this: