Why You Feel the Need to Share on Social Media?

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Sharing on social media what we want others to see. Choose carefully the content that we post to have the appreciation of others, the likes, the applause of our audience. Living by sharing every day, checking that what we have shared is appreciated, in turn, shared and recognized as valuable.
It is the disease of our time.

Foolishly we seek the consent of people who, in most cases, we do not even know.

Why? What drives us to share our lives, our thoughts, our desires, and our moments?
The answer is only one: the other’s approval.
Why do we want the approval of others so much? Here, too, the answer is simple: to increase our self-esteem.
Not me, but psychologists of the caliber of Wilcox and Stephen who highlight this aspect in the text “Are Close Friends the Enemy? Online Social Networks, Self-Esteem, and Self-Control”.
I agree with this vision.
The need to share aspects of one’s life is closely linked to the need to feel better.

You share to create an online image that makes you feel better offline.

Sharing information or newspaper articles is not, of course, part of this narrative. Those who share information do so to enrich themselves also through the stimulation of the opinion of others. On Facebook, there are many groups in which it is possible to share views, compare, and learn.
However, there are many cases in which people show their life moments, whether positive or negative. The aim is to attract the attention of friends to feel close to them in their utterances.
Feeling close to friendsthat sounds like a positive expectation. Who doesn’t want to feel close to friends during the moments of their life?
There would be no problem if social media could be a tool for keeping people in touch who know each other and support each other.
However, social networks are mostly used to have an audience, to generate consensus.
We all fell for it a bit.
We need to remember that those who have solid self-esteem do not need to share the moments of their life. They don’t feel the need to create an image of themselves that others appreciate.
There is a subtle trap in the game of sharing: the selection of content. That is, we share what we think others might like, giving an image of us that is misleading, not true.

We implicitly despise those parts of us that we don’t want others to know, hiding them under the carpet of shame.

And so we despise ourselves. None of us is 100% positive, just as none of us is harmful.
But then what does positive and negative mean? For some, positive has a meaning that for others, is simply inconceivable.
Self-esteem passes through the acceptance of oneself, for better or for worse.
Self-esteem is understanding and indulgence towards our human misery that spares no one.
Self-acceptance is to love oneself in a profound understanding of one’s own identity and life situation.

Self-love is to understand that the only faithful travel companion who will never abandon me… is me.

When we are at peace with ourselves, we do not feel the need to share anything, because it is not from a virtual image that we draw our energy. It’s from being aware of who we are and consistent with our identity.
Everything else is a pretext.

Leggi in Italiano: Perchè Senti L’Esigenza di Condividere sui Social Media?

Condividere sui social quello che vogliamo che gli altri vedano. Scegliere accuratamente i contenuti che postiamo con l’intenzione di avere l’apprezzamento altrui, i likes, gli applausi della nostra platea. Vivere di condivisione ogni giorno, controllando che quello che abbiamo condiviso sia apprezzato, a sua volta condiviso e riconosciuto di valore.
E’ la malattia della nostra epoca.
Insensatamente cerchiamo il consenso di persone che, nella maggioranza dei casi, non conosciamo nemmeno.
Perchè? Cosa ci spinge a condividere la nostra vita, i nostri pensieri, i nostri desideri e i nostri momenti no?
La risposta è una sola: l’approvazione altrui.
Ma perchè desideriamo così tanto l’approvazione altrui? Anche qui la risposta è semplice: per aumentare la nostra autostima.
A dirlo non sono io, ma psicologi del calibro di Wilcox e Stephen che mettono in evidenza questo aspetto nel testo “Are Close Friends the Enemy? Online Social Networks, Self-Esteem, and Self-Control“.
Condivido questa visione.
La necessità di condividere aspetti della propria vita è strettamente collegata con il bisogno di sentirsi meglio.

Si condivide per creare una propria immagine online che ci faccia sentire meglio offline.

Naturalmente la condivisione di informazioni o di articoli di giornale non rientra in questa narrazione. Chi condivide informazioni lo fa per arricchire se stesso anche attraverso la stimolazione dell’opinione altrui. Su Facebook esistono numerosi gruppi in cui è possibile lo scambio di opinioni, il confronto e l’apprendimento.
Tuttavia sono numerosi i casi in cui le persone condividono i propri momenti di vita, positivi o negativi che siano. Ovviamente lo scopo è attirare l’attenzione degli amici per sentirli vicini nelle proprie esternazioni.
Sentire vicini gli amici… detto così sembra una aspettativa positiva. Chi non desidera sentire vicini gli amici durante i momenti della propria vita?
Se i social potessero davvero essere uno strumento per mantenere in contatto persone che si conoscono realmente e che si sostengono a vicenda, non ci sarebbe nessun problema.
Tuttavia i social sono usati per lo più per avere una platea, per generare consensi.
Ci siamo cascati un po’ tutti.
Bisogna ricordarsi ogni tanto che chi ha una solida autostima non ha bisogno di condividere i momenti della sua vita, nè sente l’esigenza di creare una immagine di sè che gli altri apprezzano.
C’è una trappola sottile nel gioco della condivisione: la selezione dei contenuti. Ovvero, condividiamo quello che pensiamo possa piacere agli altri, dando una immagine di noi fuorviante, non veritiera.

Implicitamente disprezziamo quelle parti di noi che non vogliamo gli altri conoscano, nascondendole sotto il tappeto della vergogna.

E così ci disprezziamo. Nessuno di noi è positivo al 100% così come nessuno di noi è negativo in senso assoluto.
Ma poi cosa significa positivo e negativo? Per alcuni positivo ha un significato che per altri è semplicemente inconcepibile.
La autostima passa attraverso la accettazione di se stessi, nel bene e nel male.
L’autostima è comprensione e indulgenza verso la nostra miseria umana che non risparmia nessuno.
L’accettazione di sè si ottiene amando se stessi nella profonda comprensione della propria identità e situazione di vita.

L’amore di sè si ottiene comprendendo che l’unico vero compagno di viaggio che non ci abbandonerà mai… sono proprio io.

Quando siamo in pace con noi stessi non avvertiamo l’esigenza di condividere nulla, perchè non è da una immagine virtuale che traiamo la nostra energia, ma dal fatto di essere consapevoli di chi siamo e coerenti con la nostra identità.
Tutto il resto è una scusa, un banale pretesto.

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2 Comments

  • Cristian Mihai
    Posted August 12, 2019 9:02 am 0Likes

    Fantastic post. And so, so true. We must be careful with what/how we share on social media. And how much time we spend on it. And why.

    • Oema
      Posted August 12, 2019 9:32 pm 0Likes

      Thank you so much, glad you like it. Yes, it’s something we need to remember.

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